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LAVORO 14 Dicembre Dic 2014 1400 14 dicembre 2014

Global service, gli esodati della cooperativa di Roma

La concessionaria del Campidoglio chiude. E gli autisti dei carri gru restano a casa. Senza licenziamenti né stipendio. «Non ci vogliono nemmeno riassorbire».

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Un carro attrezzi per le rimozioni forzate.

Senza lavoro, senza stipendio, ma senza essere licenziati.
È lo strano limbo in cui si trovano i dipendenti della cooperativa Global service, consorziata nel Clt - consorzio laziale traffico - che è concessionario del servizio di rimozione auto nel Comune di Roma dal 2005.
Una situazione sospesa che li ha inghiottitti da marzo 2013. Dentro ci sono finiti gli autisti dei carri gru in forza al municipio capitolino, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione.
ULTIMO STIPENDIO MARZO 2013. «Da più di 16 mesi la mia situazione economica e lavorativa è tragica, non ci sono altre parole», racconta a Lettera43.it Michele Di Maria, romano, 36 anni.
Michele ha ricevuto l’ultimo stipendio a marzo 2013, l’ultima busta paga a gennaio di quell’anno.
«Nonostante tutto io e i miei colleghi abbiamo svolto il nostro lavoro per oltre tre mesi, senza percepire compensi», ricorda, «speravamo che la situazione si sbloccasse. Invece dal primo luglio 2013 siamo rimasti senza lavoro, nonostante risultiamo ancora adesso in forza al servizio».
CINQUE SU 13 SONO STATI RIASSORBITI. Sono 13 gli autisti assunti a contratto indeterminato nella cooperativa Global service.
A settembre 2013 cinque di loro sono stati riassorbiti nelle altre due cooperative del consorzio.
Per gli altri otto non c’è stato nulla da fare.
A settembre del 2013 il sindacato è riuscito a organizzare un incontro con il presidente del Clt, Ezio Di Salvo, e l’ispettorato del lavoro.
Il consorzio ha negato ogni responsabilità per la sorte dei lavoratori.
«NON CI RIVOGLIONO NEMMENO PART TIME». «Eravamo disposti a rientrare anche lavorando part time, ma non c'è stata dalla controparte alcuna volontà di venirci incontro», racconta Di Maria.
«A 36 anni non so come fare per andare avanti. E sono tra i più giovani».
Il 4 marzo 2014 i dipendenti sono tornati a far sentire la propria voce in una manifestazione sotto il Campidoglio, riuscendo a ottenere un incontro con un portavoce del sindaco e a parlare della drammatica situazione lavorativa.
Poi, il silenzio.

Sulla Global service indaga la magistratura: truffa

La sede del Campidoglio.

Questo perché nel frattempo la vicenda aveva assunto le tinte di un giallo. Su cui indaga la magistratura.
La Global service aveva avuto in subappalto il servizio da Clt, senza però avere nelle sue disponibilità i carri attrezzi.
Né li ha mai acquistati, preferendo invece noleggiarli dalla 2P, una società che risulta di proprietà di Luca Pucci.
Luca, tra l’altro, è il fratello di Maurizio Pucci, vice capo di gabinetto di Ignazio Marino e suo uomo di fiducia, che alcuni rumor danno prossimo a entrare direttamente in giunta con la pesante delega ai Lavori pubblici.
PRESIDENTE IRREPERIBILE. Nell’agosto 2013 la Global service ha chiuso all’improvviso il suo stabilimento e il presidente Angelo Bonanni si è reso irreperibile: ma formalmente la cooperativa non ha chiuso né licenziato i 13 dipendenti.
Il 9 febbraio 2014 è scattato il blitz della guardia di finanza, su disposizione della procura: gli uomini delle Fiamme gialle hanno perquisito e sequestrato documenti nelle abitazioni di tre persone ritenute amministratori di fatto di due cooperative fantasma, Global service e Cbm.
Si tratta di Alessio Giagnoli, presidente del consiglio di amministrazione della Cbm, Bonanni e Pucci.
«PAGATI SENZA DARE IL SERVIZIO». I tre sono indagati per truffa perché secondo l’accusa «percepivano le somme erogate per l’espletamento dei servizio» senza effettuarlo. E senza pagare i lavoratori.
Alcuni nomi coinvolti nel business delle rimozioni erano finiti al centro di un’altra inchiesta sei anni prima, quando il servizio era finito nel mirino della Corte dei conti e della procura perché i magistrati avevano il sospetto che le cooperative preferissero rimuovere auto di lusso e minicar, piuttosto che mezzi abbandonati, giudicando i primi più redditizi.

A Roma rimozioni calate da 80 mila a 30 mila in 10 anni

Ignazio Marino.

Ad agosto 2014 è stata pubblicata la nuova gara per l’affidamento del servizio nel 2015: tre lotti per un importo complessivo di 11 milioni e 680 mila euro, una durata di 30 mesi e paletti molto più stringenti per evitare ulteriori problemi.
Anche perché, al netto dei problemi giudiziari, la sosta vietata a Roma è un problema. E le rimozioni sono calate dalle 80 mila del 2005 a meno di 30 mila.
CLT CONTESTA IL BANDO. Il bando è stato bloccato dal ricorso al Tar del Clt, che contesta al Comune il prezzo inserito nel bando.
La cifra versata dal Campidoglio per garantire le rimozioni secondo il ricorrente sarebbe troppo bassa rispetto al normale prezzo di mercato, tanto da non garantire, oltre ad alcuna remunerazione all’aggiudicatario, nemmeno la copertura dei costi di mezzi e personale.
NESSUNA CLAUSOLA DI REINTEGRO. E si accenna alle 70 famiglie che attualmente dipendono dal Clt, per le quali non è prevista alcuna clausola di reintegro nella nuova coop che andrà ad aggiudicarsi il servizio.
«Oltre al danno anche la beffa», commenta Di Maria. «Noi lavoratori della Global service a oggi stiamo ancora aspettando di avere una risposta. Dopo 14 anni in cui ho prestato servizio in questo ambito, a luglio 2013 mi sono trovato a non avere più un futuro. E questo è veramente irrispettoso per una persona che ha sempre lavorato onestamente», è il suo sfogo.
«SIAMO TOTALMENTE DISPERATI». «Siamo state vittime di un comportamento e di una gestione scellerata da parte del Clt, e ora noi paghiamo le conseguenze. Non abbiamo avuto modo, come gli altri autisti, di essere riassorbiti e tanto meno di usufruire degli ammortizzatori sociali perché sia la Global service che il Clt a dir poco se ne sono fregati di noi. Chi di dovere non ha mai vigilato, siamo alla disperazione totale e non sappiamo più a chi rivolgerci».

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