Editoria Pagamento Prevede 141210175639
INCHIESTA 15 Dicembre Dic 2014 0630 15 dicembre 2014

Editoria a pagamento: costi e funzionamento

Chiedono allo scrittore un contributo per la pubblicazione. Di almeno 1.000 euro. E spesso non si occupano della distribuzione. Le case a pagamento nella bufera.

  • ...

L'editoria a pagamento prevede un contributo dell'autore di circa 1.000 euro.

Pubblicare un libro è per molti italiani un sogno, talvolta acquistabile a caro prezzo tramite il meccanismo dell’editoria a pagamento.
Un meccanismo pienamente legale, basato su una clausola che obbliga l'aspirante scrittore a comprare un numero prestabilito di copie.
Così l’editore non corre alcun rischio: le spese sono coperte e spesso è già calcolato anche il guadagno. Sul fenomeno il blog letterario Sul Romanzo ha condotto un’inchiesta, inviando a 151 case editrici a pagamento un testo, volutamente incompleto e con delle incongruenze nella storia.
LA RISPOSTA ARRIVA IN POCHI GIORNI. La risposta, che generalmente ha tempi molto lunghi (dai due ai sei mesi), è arrivata in pochi giorni, alcune settimane al massimo, con un comune denominatore: tutte le 151 case editrici hanno accettato il romanzo, proponendo una pubblicazione con tanto di “contributo dell’autore”.
Un en plein sospetto, se si considera che l'opera in questione tutto era fuorché un capolavoro. Gli editori, in via ufficiosa, si sono giustificati spiegando che la loro attività permette di concedere un’opportunità a tutti. Contribuendo così alla pluralità del settore.
L'AUTORE PAGA IN MEDIA 1.370 EURO. Questo servizio, però, ha per gli scrittori un costo elevato: in media 1.370 euro a pubblicazione. Il 22% delle 151 case editrici ha chiesto un contributo inferiore ai 1.000 euro. La maggior parte, il 67%, dai 1.000 ai 2 mila euro, mentre un 11% ha chiesto addirittura di più.
L’autore da parte sua è tenuto ad acquistare in media 100 copie delle 250-300 stampate in totale, di cui può fare l’utilizzo che crede (anche venderle da sé).
Si tratta di un meccanismo che azzera il costo di stampa, distribuzione e promozione, in pratica il rischio di impresa. A queste condizioni pubblicare un libro non è un problema. Tanto paga lo scrittore.

Il 13% delle case editrici non fornisce neanche il codice Isbn

Marco Polillo.

Contratti alla mano, le case editrici non infrangono alcuna norma: l'autore, infatti, accetta spontaneamente tutte le clausole e i vari articoli illustrano il lavoro che sarà svolto e che viene sostanzialmente rispettato.
Tuttavia, il rapporto con l'editore tende a incrinarsi dopo l’idillio iniziale. La distribuzione diventa un optional, il libro è solo in teoria prenotabile nei negozi indicati: in pratica la casa non si preoccupa del destino del testo che, spesso, non raggiunge gli scaffali.
Stando ai risultati dello studio, il 13% dei 151 editori interpellati non fornisce nemmeno il codice Isbn. L’International Standard Book Number è la carta di identità di un libro che, senza di esso, non può essere venduto. Certo, l'autore può richiederlo autonomamente, ma deve tirare fuori altri soldi.
EDITORI TRADIZIONALI IN RIVOLTA. Sulla questione è intervenuto il presidente dell'Aie (Associazione italiana editori), Marco Polillo, che a Lettera43.it ha dichiarato: «Alcuni editori provvedono a una distribuzione risibile e sono anche meno di stampatori. Poi ci sono varie sfaccettature, come quelli che, pur non avendo sponsor, vogliono scommettere su un autore, chiedendogli un aiuto e impegnandosi davvero al successo della pubblicazione».
Tuttavia il fronte NoEap (No Editoria a Pagamento), formato da chi pubblica senza chiedere soldi, critica l’Aie che permette comunque l’affiliazione a queste case, spesso presenti ai principali eventi nazionali del libro. «Non credo che al nostro interno ci siano realtà che realizzano dei margini con il contributo dell'autore», ha replicato Polillo.
NEL 2014 VENDITE IN CALO DEL 7,1%. Fatto sta che gli editori tradizionali faticano a uscire dalla crisi in cui è piombato il settore.
Nei primi 10 mesi del 2014, ha evidenziato una ricerca Nielsen, la vendita di libri in Italia ha segnato un calo del 7,1%, pari a circa 5,5 milioni di copie in meno rispetto allo stesso periodo del 2013.
Per comprendere l’aria che tira, il calo è stato salutato come un miglioramento.
Rispetto ai tracolli dei mesi scorsi, infatti, la flessione a ottobre è stata contenuta. E ora si punta tutto sul Natale per tentare una risalita.

Correlati

Potresti esserti perso