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SPORT & BUSINESS 15 Dicembre Dic 2014 0655 15 dicembre 2014

Olimpiadi, Roma 2024: Renzi lancia la candidatura

Italia candidata ufficialmente. Il premier: «Lo facciamo per vincere».

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Il premier Matteo Renzi con il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Roma si candida per l'Olimpiade 2024.
L'annuncio ufficiale è arrivato lunedì 15 dicembre, quando dal Salone d'Onore del Coni, Matteo Renzi ha comunicato, durante la cerimonia di consegna dei Collari d'Oro per merito sportivo, che la Capitale è in corsa per ospitare i Giochi. «Non lo faremo solo per partecipare: lo faremo per vincere, statene certi», ha detto il premier. «L'Italia troppo spesso sembra rassegnata: si può anche perdere, ma quello che non è accettabile è rinunciare a giocare la partita, rannicchiati. Abbiamo tutte le condizioni per ambire all'oro».
Ad anticipare la notizia era stato il quotidiano La Stampa, secondo cui il capo del governo ha voluto dare «un messaggio per il futuro».
NUOVO TENTATIVO. Insomma, il tempo dell'austerity di Mario Monti (che nel 2012 stoppò il progetto di Roma per ospitare l'Olimpiade a causa del «momento difficile» del Paese) è finito.
SODDISFATTO MALAGÒ. Questa volta, invece, Renzi ha dato il suo ok alla candidatura, per la gioia del presidente del Coni Giovanni Malagò che ha parlato di un progetto «trasparente».
A convincere il premier sono stati gli investimenti meno onerosi e la possibilità di far disputare alcune gare in altre città.
GUERRA TRA I PROMOTORI. Per l'occasione è stato deciso di far nascere il Comitato dei garanti, uno strumenti interno di vigilanza su procedure e atti. A farne parte potrebbe essere chiamato il magistrato Nicola Gratteri.
Per la presidenza del Comitato promotore, s'è fatto il nome di Andrea Guerra, l'ex amministratore delegato di Luxottica e recentemente scelto da Renzi come suo consigliere personale.
MARINO SODDISFATTO. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha commentato con soddisfazione: «Dobbiamo essere orgogliosi di questa candidatura che la città affronta con lo spirito di vincere. La mia amministrazione, rispetto all'epoca in cui Mario Monti prese quella dolorosa decisione, ha tagliato 550 milioni di sprechi. Adesso abbiamo un bilancio sano e siamo tornati ad essere una città che fa i bilanci di previsione l'anno prima, non l'anno dopo com'era accaduto nella gestione Alemanno. Abbiamo tutte le carte in regola e alle spalle oltre 3 mila anni di grandissima storia».

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