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ECONOMIA 17 Dicembre Dic 2014 1127 17 dicembre 2014

Energia, calo del petrolio: nel 2014 spesi 11 miliardi in meno

I dati dell'Unione petrolifera: domanda tornata sui livelli degli Anni 80. In 10 anni consumi ridotti del 36%.

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Operatori al lavoro nell'impianto Total di Tempa Rossa, in Basilicata.

Nel 2014 la fattura energetica, cioè l'onere che l'Italia deve sostenere per pagare le forniture provenienti dall'estero, è destinata a essere pari a 45 miliardi di euro, circa il 20% in meno rispetto al 2013, con un risparmio di 11 miliardi di euro in valore assoluto. L'Unione petrolifera, che ha diffuso i dati, ha fatto sapere che la flessione è dovuta sia al calo dei consumi, sia alla riduzione dei prezzi del greggio. La sola fattura petrolifera è scesa di 25 miliardi di euro, facendo segnare un -18%.
LA DOMANDA DI ENERGIA SUI LIVELLI DEGLI ANNI 80. Nel 2014 la domanda di energia in Italia ha mostrato un ulteriore calo, pari al 5,1% rispetto al 2013. Secondo le stime dell'Unione, la domanda si è fermata a 157,6 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, tornando così sui valori degli Anni 80. Una contrazione che ha riguardato praticamente tutte le fonti energetiche, a eccezione delle rinnovabili. La domanda per loro è cresciuta del 3,9%, con un peso sul totale salito a circa il 19%. Un altro aumento si è registrato poi nelle importazioni nette di energia elettrica, aumentate del 2,3%.
PETROLIO ANCORA IN TESTA. Il petrolio, nonostante il calo dei consumi del 4,5%, si è comunque confermato ancora una volta la principale fonte di energia, con un peso percentuale del 35,4% in leggera crescita rispetto al 2013. Non c'è stato, dunque, il sorpasso da parte del gas, che con una contrazione dell'11% e un peso pari al 32,4% è rimasto in seconda posizione. Il gas ha risentito in particolare della riduzione della domanda elettrica e della forte concorrenza delle rinnovabili, che hanno messo fuori mercato molti impianti di nuova generazione e ad alto rendimento, nonché delle temperature particolarmente miti.
CONSUMI RIDOTTI DEL 36% IN 10 ANNI. La flessione totale dei consumi petroliferi nel decennio 2004-2014 è stata pari a oltre 32 milioni di tonnellate (-36%). Per quanto riguarda invece il 2015, l'Unione ha previsto una fattura petrolifera compresa tra un minimo di 17,1 miliardi di euro e un massimo di 24,2, con un prezzo del greggio nell'intervallo compreso tra 65 e 85 dollari al barile. La fattura energetica potrebbe invece attestarsi intorno ai 39 miliardi di euro, con una flessione di 6 miliardi rispetto al 2014. Il risparmio complessivo salirebbe così a 17,1 miliardi rispetto al 2013.

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