Ilva Fabrizio Arcangelo 141028151649
AZIENDA IN CRISI 17 Dicembre Dic 2014 1552 17 dicembre 2014

Ilva, Gnudi: «Soldi finiti con stipendi dicembre»

Il commissario: «Mio lavoro si chiude con amministrazione straordinaria. Dopo il piano del governo».

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Uno stabilimento dell'Ilva.

Il futuro dell'Ilva è grigio. Nel giorno in cui ha annunciato la fine del suo lavoro con l'amministrazione straordinaria, il commissario Piero Gnudi ha illustrato i problemi dell'acciaieria di Taranto in commissione alla Camera.
«Oggi purtroppo i denari in cassa li abbiamo finiti», ha detto Gnudi. «Possiamo pagare stipendi dicembre e forse gennaio, ma più in là non si può andare».
«NORME AMBIENTALI». Secondo Gnudi «bisogna trovare una soluzione ponte» fra la commissione straordinaria e la cessione del gruppo Ilva a privati. Tuttavia secondo Gnudi «una modifica della legge Marzano non basta, perché bisogna prevedere anche norme ambientali» nel decreto Ilva.
Per Gnudi, commissario dal 6 giugno 2014, l'amministrazione straordinaria è destinata a finire con il nuovo pianto che il governo sta predisponendo.
In questo contesto si inseriscono i dubbi sul futuro dell'azienda: «Non credo che Eni cesserà forniture, sarebbe una catastrofe», ha detto il commissario straordinario. «L'Eni ci ha chiesto una fideiussione di 240 milioni. Noi non possiamo farlo abbiamo chiesto di poter pagare settimana per settimana in anticipo e anche questo non ci è stato concesso. Ma finora abbiamo pagato tutte le fatture».
«NESSUNO COMPRA UN'AZIENDA SOTTO SEQUESTRO». Il problema,secondo Gnudi, è che «nessuno comprerà mai un'azienda sotto sequestro. E oggi l'Ilva il 75% degli impianti è sequestrato».
Confermando due «manifestazioni di interesse», una da parte di ArceloMittal-Marcegaglia e una di Arvedi, l'ex ministro ha spiegato che tutti i privati interessati «hanno mostrato perplessità su Aia e propongono modifiche», mentre tutti erano concordi nel «mantenimento dei livelli occupazionali».

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