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INFRASTRUTTURE 18 Dicembre Dic 2014 1700 18 dicembre 2014

Cina, investimenti per 10 miliardi di dollari nei Balcani

Alta velocità Serbia-Ungheria. Ponte sul Danubio. Autostrade. Pechino finanzia progetti. Per solcare l'antica via della seta ed eludere le restrizioni commerciali.

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da Pechino

Il premier cinese Li Keqiang assieme al primo ministro della Serbia Aleksandar Vucic.

La Cina sta preparando un investimento da 10 miliardi di dollari per progetti di infrastrutture ed energia in Europa centrale e orientale.
Il premier Li Keqiang è volato a Belgrado per partecipare al Central and Eastern European (Cee) - China Summit.
L'evento è la diretta prosecuzione di quello avvenuto nel 2013 a Bucarest, ma soprattutto conferma gli interessi cinesi nei Balcani.
BELGRADO HUB DEI TRASPORTI. Nella potente visione di una nuova via della seta infatti Belgrado potrebbe diventare un hub dei trasporti per l'ingresso nel grande mercato dell'Unione europea.
Sono da leggere in questo senso la linea ad alta velocità tra Belgrado e Budapest (progetto da 2,5 miliardi di euro da terminare entro il 2017) e l'interesse mostrato per i porti di Tessalonica e Bar (dopo essersi consolidata nel Pireo).
LE RESTRIZIONI? AGGIRATE. Grazie agli accordi di libero scambio tra i Balcani e la Ue infatti, la Repubblica popolare potrebbe accedere direttamente al mercato di 800 milioni di persone aggirando le restrizioni commerciali che la Ue mette in atto.

Mezza Europa a caccia degli investimenti cinesi

Il premier cinese Li Keqiang.

Il primo ministro è arrivato a Belgrado nella giornata di lunedì 15 dicembre.
Qui in quattro giorni deve incontrare i capi di Stato di 16 nazioni europee, tutti ansiosi di attirare l'attenzione e gli investimenti cinesi.
Il summit segue la formula 16+1 inaugurata nel 2012, quando è iniziata la cooperazione Cee-China.
NEL 2013 38 PROGETTI. L'incontro a Bucarest nel 2013 aveva portato 38 progetti di cooperazioni, l'80% dei quali - secondo i media cinesi - sono stati messi in pratica nel giro di un anno.
L'attenzione nel 2014 pare essere concentrata sui Balcani, dove intende sviluppare la cooperazioni su energia e infrastrutture.
GLI ACCORDI SONO 'WIN WIN'. Nell'immediato questi finanziamenti per la Cina hanno anche due grossi vantaggi: sono per lo più finanziati dalle banche statali cinesi e realizzati da aziende cinesi.
Ma gli accordi sono sempre 'win win', come piace specificare ai leader dell'ex Impero di mezzo. Nell'immediato a beneficiarne sono le popolazioni locali.
IN SERBIA INVESTITI 1,4 MILIARDI. Gli investimenti cinesi in Serbia, per esempio, sono iniziati già nel 2010.
Ormai i progetti finanziati hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro.
I più importanti sono una centrale elettrica, un ponte sul Danubio a Belgrado e un ampliamento della rete autostradale.
La vicina Bosnia ha accettato che la Cina finanziasse progetti per una cifra simile.
Il Montenegro ha affidato la costruzione dell'autostrada che la collegherà alla Serbia (un progetto da 800 milioni di euro) e di una centrale elettrica ad aziende cinesi.
«BENEFICI PER LO SVILUPPO LOCALE». «La centrale elettrica Stanari in Bosnia, il ponte Mihajlo Pupin a Belgrado, l'autostrada Bar-Boljare e la tratta ferroviaria Budapest-Belgrado promuoveranno lo sviluppo locale. La popolazione ne beneficerà», ha dichiarato il primo ministro cinese Li Keqiang.
Quello che ancora non ha chiaramente espresso è che i Balcani rappresentano per la Cina una comoda porta d'ingresso al mercato dell'Unione europea e allo stesso un luogo dove i regolamenti dell'Unione non si applicano grazie agli accordi bilaterali.

L'obiettivo cinese: ripercorrere l'antica via della seta

La costruzione di un ponte a Belgrado.

Dal 2012 si è fatto sempre più concreto il progetto cinese di ricreare lo scambio commerciale sull'antica tratta della Via della Seta.
Ma per percorre quella rotta commerciale serve un'accelerazione sulle infrastrutture: strade, ferrovie, porti e centri logistici per la distribuzione vanno incrementati velocemente.
È in questo senso che vanno lette le nuove linee ferroviarie Chongqing-Duisburg e Madrid-Yiwu.
TRAFFICO INTENSO AL PORTO. Ma la ragione per cui i Balcani sono diventati importanti va sicuramente ricercata in primis nell'investimento della Cosco nel 2009 sul porto del Pireo.
Con la gestione cinese il traffico di container nel porto greco è triplicato nel giro di cinque anni.
E i tempi di spedizione si sono abbreviati di una settimana. Oggi ogni giorno passano di lì circa 6 mila container, che sarebbe bello poter smistare ancora più velocemente in Europa.
SFIDA STRATEGICA CON L'UE. In questo senso i Balcani rappresentano un'area strategica e sempre in quest'ottica va probabilmente letto l'interesse della Repubblica popolare per i porti di Tessalonica in Grecia e di Bar in Montenegro.
È probabilmente un piano a lungo termine che mette in conto il sacrificio di profitti a breve termine in favore della possibilità di entrare in un mercato da 800 milioni di persone grazie agli accordi di libero scambio con l'Ue di cui beneficiano i Balcani.
Si tratta anche di penetrare un mercato vergine in termini di energia, telecomunicazioni e agricoltura. L'Occidente qui non ha investito molto per paura del rischio troppo alto. Ma per la Cina rappresenta l'opportunità per dimostrare alla Ue i successi ottenuti in questi campi. E, forse, per sottrargli influenza nell'area.

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