Giuliano Poletti 141004114153
LAVORO 18 Dicembre Dic 2014 1543 18 dicembre 2014

Jobs act, reintegro se fatto materiale non sussiste

Per i licenziamenti disciplinari la decisione spetta al giudice. Per quegli economici solo indennizzo.

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Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

Il reintegro nel posto di lavoro del lavoratore licenziato per motivi disciplinari diventa possibile solo se i giudici dovessero decidere che «il fatto materiale non sussiste».
È quanto prevederebbe, secondo quanto si è appreso, il decreto di attuazione del Jobs act sul contratto a tutele crescenti che dovrebbe essere esaminato il 24 dal Consiglio dei ministri.
INDENNIZZO PER ANZIANITÀ. Nel contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio previsto dalla delega sul lavoro in caso di licenziamenti per motivi economici ingiustificati la possibilità di reintegro nel posto di lavoro è esclusa sostituita da un indennizzo certo e crescente con l'anzianità di servizio.
Il diritto al reintegro è limitato ai licenziamenti nulli e discriminatori e nei casi di licenziamento disciplinare ingiustificato solo a quelli nei quali il giudice rilevi che il «fatto materiale» (nella riforma Fornero era citato solo il fatto) imputato al lavoratore non sussista.

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