Locandina Film Interview 141218000611
FINANZA 19 Dicembre Dic 2014 0934 19 dicembre 2014

The Interview, dopo il blocco del film Sony crolla in borsa

Dopo il blocco del film, perdite stimate in 100 milioni di euro. A Tokyo l'aziende perde l'1,29%.

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La locandina del film The Interview.

La cancellazione dell'uscita del film The Interview, la commedia sul tentativo d'assassinio del leader nordcoreano Kim Jong-un, pesa su Sony i cui titoli alla Borsa di Tokyo, pur dimezzando le perdite intraday nel finale, chiudono a -1,29%, in netta controtendenza sul Nikkei (+2,39%).
Il cyberattacco a danno della Sony Pictures Entertainment, la controllata nel settore cinematografico, rischia di pesare in modo serio sui conti di uno dei migliori business del colosso nipponico dell'elettronica, alle prese con una ristrutturazione delle attività quasi decennale.
DANNO DA 100 MILIONI. A prescindere dall'ipotesi di responsabilità della Corea del Nord nella vicenda, il danno dello stop alla pellicola con James Franco e Seth Roger è quantificato fino a 100 milioni di dollari come mancati introiti, in base a stime di settore. Senza poi contare le conseguenze collegate alla pubblicazione di migliaia di email private, a partire da quelle del top management. In termini di immagine, invece, l'impatto è decisamente più pesante.
Secondo Bruce Bennett, senior analyst del think tank Rand ed esperto delle vicende nordcoreane, la mossa di Sony può costituire un pericoloso precedente. «Gli stranieri che vogliono fermare l'uscita di un film possono ora seguire l'esempio di questi hacker. Questo», ha aggiunto, «è pericoloso per gli Usa».
SODDISFATTO IL REGIME. Si tratta, ovviamente, di una buona notizia per i leader di Pyongyang: «Non volevano che il film uscisse e soprattutto non ne vogliono la diffusione in dvd che potrebbe finire in Corea del Nord, come accaduto in altri casi, con una descrizione di Kim Jong-un» che non coincide con la propaganda del regime.
La pellicola ha fatto infuriare Pyongyang fin da giugno, già al momento della diffusione del trailer, al punto da minacciare una pesante reazione anche contro l'amministrazione Usa se non avesse impedito 'un atto di terrorismo e di guerra' contro la massima leadership nordcoreana.

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