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ECONOMIA 20 Dicembre Dic 2014 0800 20 dicembre 2014

Lavoro, la Cgia: «Boom per i mini-jobs nel 2014»

Un milione di persone interessate. Casalinghe, pensionati, badanti, studenti, disoccupati e «dopolavoristi» sono le categorie che usufruiscono di più dei cosiddetti voucher. 

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Pensionati in attesa in un ufficio dell'Inps.

È boom per i 'mini-jobs' nel 2014: un milione di persone interessate e oltre 71 mila ore di lavoro vendute, più del triplo del 2013.
Sono i dati inclusi in uno studio della Cgia di Mestre e pubblicato il 20 dicembre.
Casalinghe, pensionati, badanti, studenti, disoccupati e «dopolavoristi» sono le categorie che usufruiscono dei cosiddetti voucher, ovvero la possibilità di essere «assunti» per qualche ora da un committente venendo retribuiti attraverso l'utilizzo di un «buono-lavoro» di 10 euro lordi all'ora (pari a 7,5 euro netti).
STRUMENTO TRIPLICATO IN DUE ANNI. Dal 2012, anno in cui questo strumento è stato esteso a tutti i settori economici, il ricorso è più che triplicato: da poco più di 23 milioni 800 mila ore utilizzate nel 2012 si è passati a 71 milioni 600 mila ore previste per il 2014.
Se, invece, si analizza il trend dei lavoratori interessati, secondo la Cgia nel 2012 sono state coinvolte poco più di 366 mila persone, nel 2014, invece, ne sono previste più di un milione. Anche in questo caso il fenomeno è triplicato.
LAVORETTI SALTUARI TUTELATI. «Grazie all'introduzione di questa formula», ha segnalato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, «è stato possibile far emergere una quota di sommerso che altrimenti sarebbe stata difficile da contrastare. Ora, anche i lavoretti saltuari sono tutelati. In più, chi viene assunto per poche ore con questi buoni può menzionare nel suo curriculum questa esperienza. Inoltre, per limitare l'utilizzo improprio di questi buoni, il legislatore ha stabilito che ognuno di questi deve essere orario, datato e numerato progressivamente».
COPERTURE PRESSO L'INPS. Questi voucher, ha aggiunto la Cgia, «rappresentano un sistema di pagamento che i datori di lavoro/committenti possono utilizzare per remunerare quelle prestazioni svolte al di fuori di un normale contratto di lavoro, garantendo al prestatore d'opera la copertura previdenziale presso l'Inps e quella assicurativa presso l'Inail».
Lo scarto tra il numero dei voucher utilizzati e quelli venduti si sta assottigliando sempre di più: se nel 2013 l'incidenza dei primi sui secondi era dell'88,5%, per il 2014 è salita al 93,8%.
VOUCHER UTILIZZATI SOPRATTUTTO NEL COMMERCIO. Nel 2013, ultimo anno in cui sono disponibili i dati ufficiali, i settori maggiormente interessati dall'utilizzo di questi «buoni-lavoro» sono stati il commercio (25,2% del totale dei lavoratori coinvolti), il turismo/ristorazione (17,6%) e i servizi (13,6%). Resta comunque molto elevato l'uso dei voucher anche nelle restanti attività (19,5%): ovvero il settore manifatturiero.
È la seconda parte dell'anno il periodo dove il «consumo» dei voucher è maggiore: le attività stagionali collegate alle vacanze estive, l'agricoltura e i settori economici legati al periodo natalizio fanno aumentare notevolmente negli ultimi sei mesi dell'anno il ricorso ai mini-jobs.
A livello territoriale, invece, è il Nordest il principale utilizzatore: nel 2013 sono stati venduti oltre il 40% del totale nazionale dei «buoni»: il 28,5% nel Nordovest, il 16,6% nel Centro e il 14% nel Sud e nelle Isole.

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