Un operaio al lavoro.
ECONOMIA 22 Dicembre Dic 2014 1118 22 dicembre 2014

Lavoro, col bonus per i neoassunti più convenienti i contratti a tempo indeterminato

Quattro nuove assunzioni costano quanto tre a tempo detreminato. Il governo punta a creare 800 mila posti.

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Un operaio al lavoro.

Quattro nuovi lavoratori al prezzo di tre. La nuova legge di Stabilità punta a creare un deciso sconto per le aziende intenzionate ad assumere dipendenti con un contratto a tempo indeterminato.
Come spiegato da un'elaborazione del quotidiano La Stampa, con il nuovo bonus, che arriva fino a un massimo di 8.060 euro l’anno, a partire dal 2015 tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato arriveranno a costare ai datori di lavoro meno degli stessi contratti a tempo determinato o parasubordinati.
DA 5 A 8 MILA EURO IN MENO. Secondo uno studio della Cisl, di fronte di una retribuzione lorda attorno ai 26 mila euro, soglia che coincide con l’azzeramento dell’intero carico fiscale e previdenziale, su ogni nuova assunzione o passaggio di inquadramento, le imprese pagheranno da 5 mila a 8 mila euro in meno rispetto alle altre tipologie contrattuali. Un guadagno che resta anche salendo di reddito: con una retribuzione lorda di 40 mila euro, infatti, il beneficio per l’impresa ad assumere con un nuovo contratto a tempo indeterminato è pari a circa il 16% del costo corrispondente a un contratto a termine. In media, ha calcolato la Cgia di Mestre, che ipotizza l’attivazione di contratti meno onerosi, il risparmio medio per le imprese sarà compreso tra 3.400 e 4.800 euro.
SI PUNTA A 800 MILA POSTI DI LAVORO. L’obiettivo che si è posto il governo è la crezione di 800mila nuovi posti di lavoro. La simulazione Cisl parte da una retribuzione annua di 26 mila euro. Si calcolano, quindi, gli oneri sociali (sulla base delle aliquote previste nel 2015) e il costo del lavoro a carico delle imprese. Il risultato? Il datore di lavoro, con la normativa attuale, paga cifre che arrivano sino a un massimo di 34.700 euro per gli operai a tempo determinato delle imprese industriali con più di 50 addetti. Seguono, intorno a 34.300 euro, gli occupati stabili dello stesso settore, come i lavoratori a termine dell’industria fino a 15 dipendenti, e le aziende sopra la soglia dei 50 nel commercio. I costi maggiori si hanno per i contratti a tempo determinato che in seguito alla riforma Fornero pagano una maggiorazione contributiva dell’1,4% destinata a finanziare l’Aspi. I contratti a tempo indeterminato previsti nei diversi settori si collocano un gradino sotto, tra i 33.535 ed i 34.341 euro/anno. Poi, più distaccati attorno ai 32 mila euro troviamo gli artigiani ed i commercianti.
BENEFICIO DEL 30%. Senza il nuovo sconto le diverse tipologie di lavoro parasubordinato restano ancora più convenienti e si collocano intorno ai 31.300 euro, compresa aliquota maternità, Cuaf (cassa unica assegni famigliari) e malattia. Per effetto del bonus occupazione i rapporti di lavoro a tempo indeterminato diventano insomma quelli più convenienti, con un beneficio per i datori di lavoro che con uno stipendio lordo di 26 mila euro si aggira sul 30%. Questo significa, a parità di retribuzione, un costo inferiore rispetto allo stesso lavoro parasubordinato di oltre 5 mila euro per anno, che diventano 15 mila nel triennio. La differenza è ancora più rilevante per i contratti a termine: tramite il bonus occupazione i rapporti di lavoro stabile costano all’impresa tra 8 mila e 8.500 euro in meno, ovvero tra 24 e 25mila euro nel triennio. Estremizzando, col costo di tre contratti a tempo determinato (per circa 104 mila euro l’anno), l’impresa può avere disponibili quattro occupati a tempo indeterminato».
BONUS TRIENNALE. Il bonus da 8.060 euro all’anno vale per tre anni, si applica a tutti i nuovi contratti stipulati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2015, di fatto con l’introduzione dei nuovi contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti il cui decreto attuativo è atteso mercoledì in consiglio dei ministri, e non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni di aliquote. Riguarda i neo assunti, che non devono essere stati occupati nei sei mesi precedenti con un contratto a tempo indeterminato presso un qualsiasi datore.

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