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ANNUARIO 23 Dicembre Dic 2014 1235 23 dicembre 2014

Istat, nel 2013 perso quasi mezzo milione di posti di lavoro

Bilancio di fine anno dell'Istituto di statistica: sempre meno giovani all'università. Crollano i Comuni.

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Due ragazzi cercano lavoro.

Nel 2013 il numero degli occupati si è ridotto a 22,420 milioni, 478 mila in meno rispetto al 2012, con un calo del 2,1%. È quanto risulta dall'annuario Istat: una diminuzione che porta il tasso di occupazione per la fascia 15-64 anni al 55,6%, «molto al di sotto del dato Ue, 64,1%». Il tasso di disoccupazione è, invece, salito al 12,2%, +1,5 punti.
LA METÀ DEI DIPLOMATI ALL'UNIVERSITÀ. Allarmante anche la situazione dul fronte istruzione. Per lo stesso annuario, solo poco più della metà dei giovani che prendono il diploma si iscrivono all'università: nell'anno accademico 2012-2013 la percentuale è stata pari al 55,7%. Erano 72,6 gli immatricolati su 100 diplomati nell'anno 2003-2004. Ad avere il diploma di scuola superiore sono tre persone su 10 e i laureati sono il 12,3%.
RITORNO VERSO LE GRANDI CITTÀ. Italia Paese dei campanili, si è sempre detto, ma ora un po' meno: è diminuito, infatti, grazie alla spending review, il numero dei Comuni. E sta anche cambiando la distribuzione della popolazione, che ha visto un ritorno verso le grandi città. Al 31 dicembre 2013 sette Comuni su 10 hanno una popolazione pari o inferiore ai 5 mila abitanti.
UN PAESE SEMPRE PIÙ VECCHIO. Il nostro, tuttavia, è un Paese sempre più vecchio, ed è solo la Germania, in Europa, che ci supera. Secondo l'annuario statistico Istat, al primo gennaio 2013 l'indice di vecchiaia è di 151,4 anziani ogni 100 giovani (148,6 nel 2012), confermando l'Italia al secondo posto nell'Ue a 27 dopo la Germania (160). Grazie alla riduzione dei rischi di morte, prosegue anche nel 2013 l'incremento della speranza di vita alla nascita: per gli uomini da 79,6 del 2012 a 79,8 e per le donne da 84,4 a 84,6: nell'Ue siamo ai vertici assieme a Svezia, Spagna e Francia.
LE MAGGIORI PREOCCUPAZIONI? TRAFFICO E PARCHEGGIO. Il traffico e il parcheggio, infine, preoccupano gli italiani più dell'inquinamento. Nella classifica delle preoccupazioni delle famiglie nella zona in cui vivono si colloca infatti al primo posto il traffico (36,9%), seguito dal parcheggio(35,2%). L'inquinamento dell'aria è al terzo posto.

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