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NOVITÀ 23 Dicembre Dic 2014 1700 23 dicembre 2014

Ok da Consob, voto multiplo arriva in Italia

Via libera alle modifiche al regolamento Emittenti per attuare nuove regole da gennaio.

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La Consob è la Commissione nazionale per le società e la Borsa.

Arriva in Italia il voto multiplo.
Consob ha dato il via libera alle modifiche al regolamento Emittenti per attuare le nuove regole, introdotte dal decreto legge sulla Competitività.
REALTÀ DA GENNAIO. La possibilità di poter contare di più rispetto alle azioni possedute diventa realtà dai primi di gennaio, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il mercato finanziario, al quale Consob ha sottoposto in consultazione, a inizio novembre, le proposte di modifica, ha accolto nel complesso con favore le soluzioni indicate dall'Autorità.
CHIARIMENTI DA CONSOB. Consob ha chiarito quali informazioni devono essere incluse nell'elenco degli azionisti della società che intendono avvalersi del voto maggiorato, tra cui i dati identificativi e il numero delle azioni detenute.
Ha stabilito, inoltre, che queste informazioni devono essere aggiornate con cadenza almeno mensile e che devono essere messe a disposizione dei soci che ne facciano richiesta.
Se le informazioni si riferiscono ad azionisti rilevanti, cioè titolari di quote superiori al 2%, la società è tenuta a pubblicarle sul proprio sito internet.
REGOLAMENTO MODIFICATO. Per quanto riguarda l'accertamento dell'effettivo possesso delle azioni per almeno due anni, la Commissione ha tenuto conto dei suggerimenti arrivati dal mercato: l'attestazione avverrà attraverso una comunicazione resa dagli intermediari alle società emittenti.
A tal fine Consob è in procinto di modificare il regolamento sulla gestione accentrata dei titoli azionari dematerializzati
Quanto al trattamento delle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie, uno dei temi meno chiari, l'authority ha confermato alcuni punti: il calcolo delle soglie rilevanti è effettuato non più in base numero delle azioni bensì ai diritti di voto e l'esenzione dall'obbligo di comunicare il superamento della soglia del 2% in caso di variazioni 'passive', dovute a mutamenti nella base di calcolo del capitale sociale o dei diritti di voto.

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