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BUSINESS 25 Dicembre Dic 2014 0745 25 dicembre 2014

Yiwu, la fabbrica del Natale è in Cina

Santa Claus giocattolo, alberi artificiali, montagne di addobbi. Da Yiwu viene il 60% dei prodotti commercializzati nel mondo. Il primo acquirente? Il Brasile.

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La città dei balocchi del Terzo millennio viene da un mondo a migliaia di chilometri da Collodi.
Un mondo dove non si festeggia il Natale, dove addobbare e illuminare gli albeti è ancora un'usanza esotica e Santa Claus che ride sulla slitta con i pacchi dei regali non fa accorrere i bambini, per quanto gli orientali stiano iniziando a conoscerlo.
Ma dove montagne di palle, stelle natalizie, luci colorate, decorazioni e giocattoli di plastica da mettere sotto l'albero la sera del 24 dicembre sovrastano, per tutto l'anno, la vita di tutti.
IL 60% DEI PRODOTTI VIENE DA YIWU. Yiwu, metropoli cinese di 1 milione e 200 mila abitanti dello Zhejiang, provincia di fervidi commercianti, non ha ancora soppiantato la Lapponia e i mercatini del Nord Europa nell'immaginario collettivo delle imminenti festività natalizie inquinate - nonostante la crisi - ancora da tanto consumismo.
Ma è da questo polo industriale e finanziario a 300 chilometri da Shanghai, nell'estremo lembo orientale del Dragone, che nel 2013 i cinesi stimano sia ormai arrivato il 60% dei prodotti commerciali venduti nel mondo per festeggiare la natività, l'anno nuovo, l'Epifania.
NATALE TUTTO L'ANNO. Ad agosto, per le famiglie operaie di Yiwu è già Natale. Dalle loro mani nascono e nei loro sgabuzzini si accumulano, per essere smistati alle aziende straniere e nei mercati all'ingrosso, gli alberi “ecologici” sempreverdi che hanno sostituito le costose punte degli abeti, imbellettate a dicembre nei salotti degli occidentali.
Da Yiwu vengono le palle di Natale, i cappelli e le renne finte di Santa Claus, i giocattoli a pile un po' kitsch, che si accendono e scalpitano. Inneggiando assillanti nenie natalizie al posto delle melodie dei vecchi carillon.

Mercato all'ingrosso: un suk di 4 milioni di metri quadrati

Nel labirinto commerciale di negozi e magazzini di Yiwu è sempre Natale.
Il mercato all'ingrosso della metropoli è un suk di 4 milioni di metri quadrati e 62 mila cabine, divise in cinque distretti, che attirano ogni giorno 40 mila visitatori, circa 5 mila dei quali stranieri.
Il distretto numero uno è riservato alla cancelleria: solo penne e matite, zaini e quaderni, gomme e astucci. Sopra, una grande sezione è dedicata ai fiori artificiali, un'altra agli occhiali da sole, un'altra ancora alle vuvuzelas. Ogni negozio ha la sua specializzazione: c'è una cabina, per dire, che vende solo occhiali in stile Sherlock Holmes.
UN DISTRETTO SOLO PER LE INSEGNE LED. Un intero distretto è riservato alle insegne Led. Altri ai giocattoli da spiaggia e ai pupazzi per bambini: secchielli, palette, maialini colorati e chincaglierie varie.
Non ci sono oggetti di grande marchi, nell'enorme centro commerciale di Yiwu, neanche nel distretto dell'elettronica, ma c'è di tutto e di più: una quantità smisurata di mercanzia in plastica, consegnata e rivenduta di giorno in giorno, in ogni angolo del mondo.
Il comparto di punta del polo è l'oggettistica di Natale. I Santa Claus del Polo Nord nascono in Cina, nelle circa 750 aziende di Yiwu dedicate agli addobbi natalizi e ad altri articoli per le feste. A dicembre, il China Daily ha descritto gli opifici cittadini impegnati nel «rush finale per terminare gli ordini».
UNA DECINA DI OPERAI LAVORA AGLI ADDOBBI. Il 90% della merce di Natale venduta, lo scorso anno, nel Dragone e oltre la metà di quella esportata nel mondo, secondo il report dell'agenzia di Stato Xinhua, è stato confezionato nel distretto industriale di Yiwu, dove esiste anche l'associazione di categoria Yiwu Christmas Products Association.
Un indotto di aziende famigliari e anche di gruppi più grandi. C'è chi, come la Yiwu Hangtian Arts and Crafts Co., con una decina di lavoratori sforna, a ritmo forsennato, ghirlande natalizie, decorazioni in vischio artificiale, alberi in miniatura e bacche di agrifoglio in plastica dipinte di rosso.

Stelle di Natale, Santa Claus, renne giocattolo: il business esplode

Altre fabbriche producono stelle di Natale in serie. In altre, giovani operaie alle macchine da cucire confezionano masse di cappelli, costumi di Santa Claus e calze per la Befana. Nella sala per lo stampaggio di materie plastiche l'ambiente è più malsano. Lavorano uomini, per lo più a torso nudo, in stanze dense di fumi dei prodotti chimici e plastica calda, per creare pupazzi di neve, Babbi Natale e renne giocattolo.
I magazzini dell'hinterland di Yiwu scoppiano di addobbi rossi, oro e argento e di finto muschio verde per i presepi o di vischio artificiale per le porte. Dalle fabbriche del Natale, gli scatoloni vengono trasportati nel mercato all'ingrosso, dove i turisti non possono acquistare al dettaglio.
CALANO GLI ORDINI EUROPEI. I clienti degli showroom nelle cabine sono i bottegai e gli intermediari dalla Cina e dal mondo, che volano a Yiwu per riempire gli scaffali dei negozi e i magazzini dei fornitori.
Tra qualche decennio anche questo mondo sarà spazzato via dal commercio online, ma intanto il business ferve. I titolari della LeiRen Christmas, specializzati in addobbi, raccontano che l'Europa è uno dei loro «maggiori mercati per l'export».
Con la crisi, gli ordini di alcuni Paesi dal Vecchio Continente sono calati «fino al 30%». Ma i Paesi emergenti bussano prepotentemente alla porta.
BRASILE PRIMO ACQUIRENTE. Nel 2014, la Zhengqiao Chiristmas Gifts ha rivenduto «più della metà dei prodotti al Brasile e alla Russia, con ordinazioni in aumento da entrambi i Paesi». Complici le sanzioni occidentali, rispetto al 2013 l'export con la Russia dei prodotti natalizi è schizzato in avanti del 300%.
Ma il Brasile caldo e festaiolo resta il numero uno per acquisti di Natale dalla Cina, più del 12% sul totale delle esportazioni. Anche i cinesi, comunque, stanno imparando la febbre da shopping natalizio.
Nell'ultimo anno, gli ordini casalinghi delle ditte di Yiwu sono raddoppiati dal 10% al 20%. «Nel 2010 le aziende del settore erano 400. 500 nel 2011 e oggi 750. La competizione è accanita», dicono a Yiwu Christmas Products Association. Un business vertiginoso.

Twitter @BarbaraCiolli

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