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SPESA 26 Dicembre Dic 2014 1051 26 dicembre 2014

Consumi a Natale: -6,2% di acquisti sul 2013

Male l'abbigliamento e anche l'editoria. In sette anni - 8 miliardi. 

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Una tavola pronta per Natale.

Gli italiani hanno speso meno per le feste. Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto al 2013 secondo il Codacons e addirittura del 6,2% secondo l'osservatorio di Federconsumatori.
In base ai dati dell'Osservatorio di Federconsumatori, l'andamento delle spese per i regali nei diversi settori di spesa mostra la flessione maggiore per mobili, arredamento ed elettrodomestici (-14,4%), seguita da quella del turismo (-12,4%). Forte anche il calo nell'abbigliamento e calzature (-8,3%), per elettronica di consumo (-4,9%) e profumeria e cura della persona (-3,9%).
«Neanche il settore dell'editoria (-1,1%)», è scritto in una nota dell'associazione, «registra quest'anno il segno positivo rispetto allo scorso anno (unico settore che registrava un andamento positivo), pur in presenza di forti promozioni e a prezzi comunque contenuti. Continuano a impressionare, invece, i dati relativi al settore alimentare e dei giocattoli, i comparti generalmente più 'gettonati' durante le festività natalizie che registrano rispettivamente un calo del -0,9% e del -0,8%».
Secondo il Codacons i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest'anno a quota 9,8 miliardi.
MALE L'ABBIGLIAMENTO. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In sette anni, secondo il Codacons, gli italiani hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.
«Negli ultimi anni si è assistito ad un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del 45,5% - ha lanciato l'allarme il presidente Codacons, Carlo Rienzi - In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 'l'effetto Natale', ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell'intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro».
TASSE E DISOCCUPAZIONE. Secondo la Federconsumatori tra gli elementi che hanno pesato maggiormente sulla crisi dei consumi «oltre il già livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie, vi è: l'aumento di disoccupazione nonché una cassa integrazione per circa 1 miliardo di ore; la difficoltà di molte piccole imprese che hanno rinviato ad altra data l'erogazione delle tredicesime; la stangata di fine anno sulla casa che le famiglie hanno dovuto pagare tra Tasi Tari e rata riscaldamento per un ammontare di 894 euro».
«È evidente», hanno affermato Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, «che di fronte ad una situazione simile il Governo non può rimanere inerte, deve avviare al più presto misure mirate per stimolare una ripresa della domanda di mercato e degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per rilanciare l'occupazione, soprattutto quella giovanile, insomma un vero e proprio Piano straordinario per il lavoro».
COLDIRETTI OTTIMISTA. E, però, secondo la Coldiretti un segno positivo c'è: la spesa per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale ammonta a circa 2,35 miliardi di euro in totale, +2% rispetto al 2013. Si è speso leggermente di più in linea con le previsioni di ripresa nei consumi alimentari nel 2015, ha spiegato la Coldiretti. Appena l'8% degli italiani si è recato al ristorante mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno e l'87% ha passato in casa di parenti o amici.

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