Economia 29 Dicembre Dic 2014 1118 29 dicembre 2014

Borsa, Milano tiene nel 2014: +2%

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Piazza Affari Il 2014 è stato un anno di transizione per Piazza Affari. Finita l'epoca dei tonfi (-12% nel 2010 e -25,2% nel 2011) e dei rimbalzi (+7,8% nel 2012 e +16,56% nel 2013), il Ftse Mib si è limitato nei 12 mesi a tenere le proprie posizioni, segnando un rialzo del 2,03% allo scorso 23 dicembre, ultima seduta prima della pausa natalizia, rispetto al valore di inizio gennaio. C'è chi ha fatto peggio, come Londra (-2,06%) o Parigi (invariata), ma anche chi ha saputo fare di più, come Francoforte (+3,87%) o Madrid (+5,70%). Meglio ancora hanno fatto Amsterdam (+5,92%), Zurigo (+9,98%) e Stoccolma (+10,32%), per rimanere nel Vecchio Continente. Sembra invece appartenere ad un altro pianeta Atene (-28%), mentre America e Asia battono l'Europa: il Dow Jones è sopra dell'8,91% rispetto a inizio anno, lo S&p 500 del 13% ed il Nasdaq di oltre il 15%. Quanto ad Asia e Pacifico, Tokyo segna un progresso del 9,38%, Shanghai un rialzo superiore al 49%, mentre Hong Kong è piatta (+0,18%) insieme a Sidney (+0,79%). Contrastate Seul (-3,14%) e Mumbai (+28,68%). Se l'indice milanese ha deluso gli investitori alla ricerca di facili rendimenti, altrettanto non si può dire della composizione del listino che lo sottende. In questo caso LE MATRICOLE SONO STATE 26 NEL 2014. Piazza Affari ha vissuto una vera e propria primavera con ben 26 matricole, suddivise tra i 5 nuovi ingressi dello Mta, il mercato telematico principale e le 21 di Aim, il mercato alternativo dei capitali di Borsa Italiana. Nel 2013 le ammissioni furono 20, di cui 18 Ipo e 2 ingressi derivanti dallo scorporo di Wdf da Autogrill e dall'arrivo di Cnh al posto di Fiat Industrial, mentre nel 2012 l'unico sbarco sull'Mta fu quello della griffe Brunello Cucinelli, più 5 Ipo sui mercati dedicati alle Pmi: Mac ed Aim Mac. In rialzo la capitalizzazione complessiva della Borsa milanese, che raggiunge al 23 dicembre quota 479,19 miliardi, in crescita del 9,36% rispetto al dato del 2013 (438 miliardi), che, a sua volta, aveva guadagnato il 20,3% sui 364 miliardi totalizzati a fine 2012. Tra i titoli in maggior evidenza si segnalano Finmeccanica (+42,37%), Tod's (+40,26%) ed Intesa Sanpaolo (+39,04%). Maglia nera invece è un'altra banca, Mps, che cede il 56,49%. La precedono di poco Saipem (-42,13%), Moncler (-42,13%), Ferragamo (-26,16%) e Prysmian (-18,93%). FINMECCANICA LA MIGLIORE DELLE BLUE CHIPS. La regina delle blue chips di Piazza Affari è Finmeccanica (+42,37%), passata sotto la guida dell'ex-ferroviere Mauro Moretti, che sta negoziando la cessione di Ansaldo Breda con i giapponesi di Hitachi e la cinese Insigma. Seguono Tod's (+40,26%) e due banche, Intesa Sanpaolo (+39,04%) e Bpm (+36,96%). Entrambe hanno aperto il cantiere della governance. Nel caso di Intesa la questione è se proseguire o meno con il sistema duale, fondato sulla divisione tra organo di gestione ed organo di sorveglianza, mentre Piazza Meda deve riformulare il proprio status di società cooperativa. In luce anche Telecom (+24,08%), alle prese con il dossier Brasile, relativo alla possibile fusione con Oi, e con l'acquisto di una quota rilevante in Metroweb. Sugli scudi Atlantia (+20,64%), Enel (+19,51%) ed Exor (+19,36%), seguite da Luxottica (+15,53%), che ha scontato l'addio di Andrea Guerra e attende l'ingresso in Cda di Adil Mehboob-Khan, che dal 1 gennaio affiancherà Massimo Vian come co-amministratore delegato. MAGLIA NERA A MPS. In rialzo Mediobanca (+7,78%) ed Stm (+6,75%). Maglia nera è Mps (-56,48%), alle prese con un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, il cui vertice incontrerà il prossimo 15 gennaio il Consiglio di Vigilanza della Bce. Nel listino generale fanno ancora peggio Seat (-98,41%) e Carige (-70,3%), il cui aumento previsto è di 700 milioni. Sotto pressione Saipem (-42,13%), che ha scontato il calo delle quotazioni del greggio e la decisione di Eni (-14,79%), prima tra le 10 blue chips in coda, di sospendere la cessione del proprio pacchetto del 42,9% nella controllata. Moncler (-27,39%) soffre per l'inchiesta di Report sull'origine delle piume utilizzate per i propri capi, mentre Ferragamo (-26,16%) risente del protrarsi della crisi. Deboli Prysmian (-18,93%), Buzzi (-18,77%) e Cnh (-18,23%), già Fiat Industrial. Impossibile invece calcolare l'andamento di Fca, che ha preso il posto di Fiat lo scorso 13 ottobre. In calo Gtech (-18,35%), Mediolanum (-15,94%) e la già citata Eni. Piatta Mediaset (+0,97%), che a fine 2013 aveva guadagnato quasi il 128%.

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