Economia 29 Dicembre Dic 2014 1807 29 dicembre 2014

La Grecia torna a fare paura

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Nulla a che vedere con la primavera del 2010, ma la Grecia torna a spaventare l’Europa, che - lentamente - pensava di riassaporare la ripresa nel 2015. Il Parlamento di Atene non è riuscito a eleggere il nuovo presidente della Repubblica, il premier Antonis Samaras ha chiesto di andare alle elezioni anticipate (si voterà il prossimo 25 gennaio) e Alexis Tzipras (il leader di Syriza) si sente già il vincitore. E tanto è bastato ai mercati per andare in corto circuito. Anche perché Tzipras - il quale non ha mai parlato di uscita dall’euro - ha già promesso che una volta al potere ridiscuterà con la Troijka (Bce, Fmi e Ue) le condizioni per il maxi prestito da 144 miliardi che ancora tiene in piedi il Paese. Ma, stando ai sondaggi, non avrà una maggioranza sufficiente per governare da solo. UNA LIEVE BUFERA SULL’ITALIA Matteo Renzi è convinto che il vento di crisi greco «non contagerà l'Italia». Sarà, ma al Tesoro non sono reduci da una giornata tranquilla. Lo dimostra l'ultima emissione di titoli di Stato. L'asta di Ctz e Bot, nonostante la richiesta record (quasi 14 miliardi contro i 9,5 piazzati) ha visto crescere i rendimenti. Più precisamente il ministero dell'Economia ha collocato certificati pari a 2,5 miliardi di euro con rendimento a 0,499 per cento. La domanda ha toccato quota 3,65 miliardi. Molte le richieste anche per i Bot (pari a 9,5 miliardi contro i 7 messi all'asta). Nonostante questo i rendimenti sono saliti a 0,297 per cento. I TIMORI DEI MERCATI Lunedì 29 dicembre lo Spread tra Btp decennale e l’omologo Bund è arrivato a toccare i 147 punti base dai 135 dell'ultima chiusura, per scendere a 143 punti. Contemporaneamente gli interessi sul decennale sono cresciti fino al 2,03 per cento per poi arrivare a quota dall'1,944 per cento. Ma c’è pressione su tutti i titoli di Stato europei: il  migliore (il Bund) ha toccato un nuovo minimo con il rendimento a 0,565 per cento, il peggiore (il decennale greco) ha sfondato la quota del 9 per cento. Borse nel caos. Quella di Atene ha aperto in calo del 11 per cento. A un’ora dalla chiusura erano penalizzati soprattutto i listini dei Paesi più deboli: Milano sta perdendo l’1,53 per cento, Madrid l’1,48, mentre Francoforte contiene i danni a -0,43 per cento. Le scosse sui mercati dimostrano che la Grecia è vista come una minaccia lontana, ma comunque presente sulla strada del risanamento europeo e sulle nuove regole di consolidamento che tutti danno per scontati. SPAVENTA L’INSTABILITA’, NON TSIPRAS A creare confusione allora non è la vittoria del leader dell’estrema sinistra - i mercati danno per scontato un alleggerimento delle condizioni per i prestiti finora concessi - quanto l’assenza di una maggioranza certa. Infatti è impensabile al momento la creazione di un nuovo governo di unità nazionale. Se Syriza vuole chiudere la stagione del rigore, l’ex premier Samaras è disposto a fare nuove concessioni alla Troijka pur di mantenere il Paese sotto l’ombrello di Fmi, Bce e Ue. I creditori internazionali infatti non sono contenti della ripresa greca, tanto da chiedere a fine anno altri 19 interventi in materia fiscale. L’ex premier, che in un primo tempo sperava in uno sconto, non ha potuto fare altro che rispondere proponendo di raddoppiare, dal 6,5 al 13 per cento, l’imposizione fiscale alberghiera, di unificare gli stipendi dei dipendenti pubblici e di innalzare l’età pensionabile ad almeno 62 anni. LE MINACCE DELLA GERMANIA Una Grecia che litiga sulle misure da prendere potrebbe fare il gioco di chi, come la Germania, non vuole sentire parlare di flessibilità sugli obiettivi europei per i Paesi più deboli e frena i propositi di Mario Draghi per acquistare debito sovrano da Francia, Italia o Spagna. Dalla Bild il ministro Wolfang Schaeuble ha già lanciato un inequivocabile monito: «Le nuove elezioni non cambiano nulla rispetto al debito greco. Qualsiasi nuovo governo deve rispettare gli accordi contrattuali presi dai suoi predecessori con l'Unione europea, la Bce e l'Fmi. La Grecia ha fatto enormi passi in avanti dal 2009 a oggi, ma seguirà un percorso diverso, ci saranno difficoltà». Messaggio subito recepito dal Fondo monetario internazionale, che ha annunciato la sospensione dei colloqui con le autorità greche alla  luce dell' annuncio di elezioni anticipate. In una nota, il portavoce Gerry Rice ha spiegato che «i colloqui sulla sesta revisione del programma di aiuti concesso alla Grecia riprenderanno solo con l' insediamento del nuovo  esecutivo di Atene. In ogni caso la Grecia non ha immediati fabbisogni di finanziamento».

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