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TENSIONE 29 Dicembre Dic 2014 1932 29 dicembre 2014

Voto anticipato in Grecia, incubo contagio per l'Ue

Fumata nera per il presidente. Atene va alle urne. E i mercati temono il contagio.

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Il premier greco Antonis Samaras.

Niente da fare per Stavros Dimas, Antonis Samaras e Nea Dimokratia. Anche il terzo tentativo è andato a vuoto, la Grecia è rimasta senza presidente della Repubblica ed è pronta ad andare a elezioni anticipate probabilmete il 25 gennaio.
La fumata nera del 29 dicembre ha segnato l'ufficialità di uno scenario che da tempo terrorizzava l'Europa, ora definitivamente dentro quell'incubo fatto di default e contagio.
BORSE: ATENE -3,91%. Il fallimento dell'elezione del presidente ha immediatamente inciso sui mercati con la Borsa di Atene che a fine giornata ha chiuso in ribasso a -3,91%, e sull'andamento degli spread. Il differenziale dei titoli decennali greci rispetto al Bund tedesco ha chiuso in forte rialzo a 872 punti base, sui massimi dal luglio 2013. Mentre quello tra il Btp e il Bund ha chiuso in rialzo a 143. Piazza Affari ha pagato lo scivolone di Atene: con Madrid è stato il peggiore mercato azionario tra i principali in Europa, a pagare sono stati soprattutto i titoli bancari.
Il candidato governativo Stavros Dimas, 73 anni, membro di Nea dimokratia, (centrodestra) del premier Antonis Samaras, ed ex commissario europeo, ha ottenuto solo 168 preferenze sulle 180 necessarie per farcela. I 'presente' (equivalenti a 'no') sono stati 132.
SYRIZA E ALBA DORATA VOTANO CONTRO DIMAS. Hanno votato contro, oltre a Syriza (il partito di sinistra radicale e maggior partito della Grecia, stando ai risultati ottenuti nelle elezioni europee di giugno), anche i deputati neonazisti di Chrysi Avgi (Alba dorata), come ha fatto polemicamente notare lo stesso Samaras.
Il 30 gennaio il premier, come lui stesso ha preannunciato, si recherà dal presidente della Repubblica uscente Karolos Papoulias, per chiedergli di sciogliere il parlamento e indire elezioni generali anticipate il 25 gennaio.
Il Commissario Ue all'economia, Pierre Moscovici ha chiesto «un forte impegno a favore dell'Europa e un ampio appoggio di leader ed elettori greci a favore di un necessario processo di riforma a favore della crescita saranno essenziali perché la Grecia prosperi di nuovo nell'area dell'euro».
SAMARAS E TSIPRAS, LOTTA ALL'ULTIMO VOTO. E già è cominciata tra Samaras e Alexis Tsipras, leader di Syriza, una campagna elettorale destinata a svolgersi in un clima di grande polarizzazione, senza escludere la sparizione di qualche piccolo partito.
«Non abbiamo dubbi, vinceremo», ha detto Samaras, che gli ultimi sondaggi danno in ripresa, definendo lo scrutinio di fine gennaio «l'elezione più cruciale di questi ultimi decenni», convinto che «il popolo greco non ci lascerà tornare alla crisi, non lascerà i sacrifici perdersi nel nulla», mentre ha garantito che sotto la sua guida, la Grecia è destinata a restare nell'Ue e nell'euro.
Da parte sua Tsipras ha risposto definendo la giornata del 29 dicembre «storica, con una maggioranza di greci determinati a porre un termine alle politiche di austerità», imposte dalla Troika (Fmi, Ue e Bce). «Con l'aiuto del popolo greco», ha aggiunto Tsipras, «le politiche di austerità del Memorandum, diventeranno storia. Il futuro è già iniziato e i greci devono essere allegri». Tuttavia la prospettiva di una vittoria di Syriza torna a far tremare i mercati.

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