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BASSA MAREA 30 Dicembre Dic 2014 1203 30 dicembre 2014

Boeri, sulle pensioni serve un atto di giustizia

Il presidente Inps non deve puntare dritto al risparmio. Quella sarà una conseguenza.

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Tito Boeri.

La nomina di Tito Boeri alla presidenza dell’Inps liquidando senza troppe cerimonie il predecessore prodiano Tiziano Treu, facente funzioni da pochi mesi, è stata giustamente interpretata in genere come un segnale positivo.
Significa, è stato detto, che il governo vuole mettere mano allo strabico ed elefantiaco sistema pensionistico italiano.
Boeri si è occupato a lungo del problema e ha prefigurato e divulgato, anche con altri che con lui scrivono sul sito lavoce.info, varie tabelle di marcia. Qualcuno, nella stessa sede, si è occupato di problemi gravi che appesantiscono il debito pubblico, più moralmente che contabilmente, quali certi stipendi pubblici fuori confronto, e spesso di gran lunga, con la retribuzione dei pari grado degli altri Paesi, a incominciare dagli stipendi della Suprema magistratura - la Corte Costituzionale - e degli alti gradi in genere della burocrazia italiana, civili e militari.
Stipendi che si trasformano come noto in pensioni fuori misura. Uno scandalo. E come toccare livelli molto molto inferiori e lasciare questi intatti o quasi?
OBIETTIVO: ESTENDERE IL CRITERIO CONTRIBUTIVO. Boeri, economista molto attivo e docente alla Bocconi, ha dichiarato da tempo di avere una bussola che in effetti risolverebbe molti problemi introducendo un fondamentale criterio di giustizia. Ma quante proteste e boicottaggi?
La bussola di Boeri è l’estensione a tutti del criterio contributivo, retroattivo, per il calcolo della pensione. Come noto il criterio contributivo, che lega il livello della pensione ai contributi versati (in Italia sono i più alti fra i Paesi Ocse pagati oggi per il 9,2% dal lavoratore e per il 23,8% dal datore di lavoro, in Germania sono per entrambi il 9,8% in Francia il 6,8% e il 9,9% in Spagna il 4,7% e il 23,6%, rispettivamente) vale per le retribuzioni dal gennaio 1996.
PRELIEVO LEGATO ALL'ENTITÀ DELL'ASSEGNO. Chi aveva allora più di 18 anni di anzianità è rimasto fino al gennaio 2012 legato al retributivo; da quella data tutto per tutti è contributivo. Chi nel 95 aveva meno di 18 anni ha un sistema misto, retributivo a tutto il 95 e contributivo dopo. I calcoli del retributivo si basano su una media degli ultimi anni, comunque si può dire che con 40 anni di anzianità si va in pensione con l’80% circa di questa media. Il contributivo garantirà a tempo debito, grossomodo, il 60% di una analoga media, virtuale.
La bussola Boeri vede non l’applicazione secca del contributivo, ma un prelievo fiscale ad hoc, variabile in percentuale secondo l’entità dell’assegno, sulla differenza tra il retributivo percepito e il ricalcolato contributivo spettante.
LA PENSIONE NON È SEMPLICE RESTITUZIONE. È un atto di giustizia, alla fine, visto che la pensione, contrariamente a quanto molti ancora credono, non è esattamente la restituzione, con gli interessi, di quanto accantonato. Se così fosse, anche con 40 anni di versamenti, dopo 15 anni o poco più di pensione i rubinetti dovrebbero chiudersi.
Restano aperti grazie alla solidarietà. Ma quanta solidarietà garantire e a chi, in quale misura, e con giustizia, in un Paese dove l’assalto alle casse pubbliche è stato più che altrove endemico? Qui sta il problema che aspetta Boeri.

Il calcolo universale è complicato

La sede dell'Inps.

Il calcolo contributivo universale è complicato, andrebbe fatto virtualmente per i dipendenti pubblici, alla fine tuttavia si possono sempre trovare criteri attuariali accettabili, uno c’è già ed è il cosiddetto “forfettone”. Ma gli scogli su cui tutto rischia di naufragare restano due, oltre al fatto che qualcuno sicuramente cercherà di truccare la bussola a Boeri.
Primo: da che livello partire? È possibile, sulla base anche di quanto già Boeri ha anticipato, che la “tassa pro contributivo” scatti tra i 2 e i 2,5 mila mensili, e poi, progressiva, a salire. Arrivando per le pensioni di platino, altissime, fino al 50%, giustificato dal ricalcolo contributivo.
Le pensioni di vecchiaia sarebbero toccate solo di striscio e raramente, scriveva Boeri. Il grosso riguarderebbe quelle di anzianità e quelle pubbliche, e in particolare quelle pubbliche di anzianità, dove ci sono le regalie più consistenti. Vedremo.
NEL MIRINO I 'REGALI ACQUISITI'. Il secondo scoglio sta nel fatto che molte pensioni basse, sotto i 1.300 euro netti al mese, sono non di rado regalie e Boeri ha scritto che vanno toccati non i “diritti acquisiti”, per quanto esistono, ma i “regali acquisiti”. Bene. Che fare con le oltre 600 mila pensioni baby? Esistenti dal 73 al 92 sono ormai, anche per l’ultima concessa, delle regalie totali, almeno da 10 anni, perché tutto il dovuto è stato da tempo pagato, in termini attuariali.
Già oggi c’è la plateale ingiustizia di dipendenti pubblici con 35 anni di anzianità che, se vogliono o debbono andare in pensione, nei pochi casi consentiti, percepiscono 100 o 200 euro in meno di un baby che ha lasciato il lavoro due decenni fa con nemmeno 20 anni di versamenti. Non si toccano le regalie piccole, vere rendite da ancien régime o borboniche, per il solo fatto che sono piccole, così piccole che chi le ha prese a 40 anni chiaramente ha vissuto d’altro?
IL RISPARMIO È UNA CONSEGUENZA. La bussola non deve essere quella del risparmio, che Boeri calcolava sui 4 miliardi l’anno, ma quella della giustizia, e il risparmio è una conseguenza, per quanto utile da sbandierare a Bruxelles e a Berlino. Quanti cercheranno di truccare la bussola facendo saltare due righe nottetempo da questo o quel decreto? È stato fatto anche di recente.
Comunque, alla anomala spesa pensionistica italiana va messo mano. Speriamo con giustizia e senza troppi populismi. Il rischio infatti è che tutto finisca con un nuovo prelievo là dove si può prendere, colpendo il ceto medio, salvando i “piccoli” anche quando lo sono solo di nome e non di fatto, e salvando quelle moderne guardie del Pretorio che sono i vertici, e non solo, della burocrazia repubblicana. Buon lavoro, professor Boeri.

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