Economia 31 Dicembre Dic 2014 1000 31 dicembre 2014

Borsa, il 2015 sarà l'anno dell'azionario

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Wall Street vola e si avvia a chiudere il 2014 in territorio record, in Europa le principali piazze azionarie si mantengono in rialzo nonostante la tempesta politica in Grecia, che, a differenza di due anni fa, non sembra destinata a generare panico diffuso sui mercati. Discorso diverso per Atene, che è arrivata a cedere fino all’11% circa scivolando al minimo in due anni dopo che il Parlamento non è riuscito per la terza volta a eleggere il nuovo presidente, spianando la strada a elezioni anticipate. Anche in Asia l’azionario punta verso l’alto, con lo Shanghai Composite ai massimi dal 2010 e Hong Kong al punto più alto in un anno sulla scia delle indiscrezioni sul fatto che il governo cinese continuerà a compiere passi per sostenere la crescita economica. In uno scenario del genere, cosa bisogna aspettarsi dal 2015?

La borsa di Wall Street. 1. WALL STREET, UN RECORD DOPO L’ALTRO Per la Borsa di New York il 2014 è destinato a chiudersi nello stesso modo in cui era iniziato, ovvero all’insegna di forti rialzi, anche se nelle ultime sedute dell’anno, complici le pause per le festività, i volumi di scambio sono stati più contenuti e i movimenti meno vistosi. I listini sono ampiamente in territorio positivo: lo S&P 500 ha chiuso con valori record 53 volte nel corso dell’anno e il Dow Jones ha sfondato per la prima volta a fine dicembre la soglia dei 18.000 punti. Il bilancio dell’anno è positivo: le blue chip nel 2014 hanno guadagnato quasi il 9%, il listino tecnologico Nasdaq il 15% circa e lo S&P 500 il 13% circa. Guardando avanti secondo gli esperti il rally di Wall Street è destinato a durare e per il momento non si intravede il rischio di bolla: gli investitori scommettono su un ulteriore miglioramento dell’economia americana, che sul finire del 2014 ha trovato il giusto ritmo di crescita. Per il mercato, come per la congiuntura, l’incognita resta quello che deciderà di fare la Federal Reserve, chiamata a stabilire la traiettoria dei tassi di interesse: per ora la Banca centrale ha detto che sarà “paziente” e che il costo del denaro resterà basso per “un periodo considerevole”, ma probabilmente attorno alla metà del 2015 i tassi torneranno a salire. Bisognerà dunque vedere come reagiranno i mercati, da tempo preparati ai rialzi.

Il parlamento greco 2. I MERCATI EUROPEI GUARDANO ALLA GRECIA La crisi politica in Grecia ha pesato nel finale del 2014 sull’azionario europeo, con gli investitori preoccupati che si possa ripresentare la situazione già vista due anni fa. Secondo gli esperti, gli stessi che nel 2012 avevano usato la parola “grexit” per indicare il rischio che Atene potesse uscire dall’Eurozona, questa volta la situazione è diversa e i rischi sono inferiori, nonostante la possibile vittoria alle elezioni di Syriza, il partito di opposizione euroscettico. Al di là della situazione in Grecia, nel 2015 a dettare la rotta del mercato azionario europeo saranno temi di più ampia portata, come l’andamento dell’economia dell’Eurozona, attualmente in difficoltà anche a causa del rischio deflazione, le attese per il quantitative easing della Banca centrale europea, le prospettive del mercato energetico alla luce dei consistenti cali del petrolio dopo l’estate 2014 e i possibili cambi di rotta della politica monetaria della Federal Reserve alla luce della più sostenuta crescita americana.

Borse asiatiche 3. ASIA CAUTA SUL FINALE, MA TOKYO +7% NEL 2014 Nell’ultima seduta dell’anno le piazze asiatiche hanno chiuso all’insegna della debolezza, con gli investitori che hanno preferito le prese di profitto. Alla Borsa di Hong Kong l’indice Hang Seng ha perso l’1,14% con scambi per 71.490 milioni di dollari di Hong Kong (7,39 miliardi di euro), Shanghai ha chiuso vicino al pareggio (-0,07%), mentre l’indice della Borsa di Shenzhen ha ceduto l’1,40%. Anche Tokyo ha chiuso l’ultima seduta dell'anno in flessione per la prudenza degli investitori di fronte all’incertezza politica in Grecia, ma l’indice Nikkei archivia il 2014 con un guadagno del 7,12%, ritrovando livelli che non vedeva dal 2007. La prudenza di fine anno, a cui hanno contribuito un’agenda macroeconomica scarna e il fallimento delle elezioni presidenziali in Grecia che riporta alla memoria i ricordi della crisi del debito che ha spinto sul baratro l’Eurozona nel 2012, non cambia comunque le sorti di un 2014 complessivamente positivo per l’azionario asiatico. «Le aspettative su ulteriori interventi del governo in Cina potranno ulteriormente sostenere la fiducia del mercato nel 2015», si legge in una nota di China International Capital.

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