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MUM AT WORK 3 Gennaio Gen 2015 0700 03 gennaio 2015

Mamme e assegni, il 2015 porta due novità

Voucher per pagare baby sitter e assegni per adottare bimbi. E ora i buoni propositi.

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Il 2014 si è chiuso con due belle promesse: «Le mamme lavoratrici che intendono rinunciare, anche in parte, al congedo parentale potranno usufruire dei voucher di 600 euro mensili che si possono utilizzare per l’acquisto di servizi per l’infanzia nelle strutture nido accreditate o per pagare una baby sitter, cosi come definito con decreto del 5 dicembre 2014», spiega a Lettera43.it Isa Maggi, ideatrice e organizzatrice degli 'Stati generali delle donne' e rappresentante del network BicNet Italia.
Un’altra certezza ereditata dall’anno passato è l’assegno di 960 euro all’anno (di cui all’art. 13 della legge di Stabilità 2015), che verrà erogato a tutti quei bambini nati o adottati nel prossimo triennio (2015/2017) e per tre anni.
«UN NUOVO LAVORO PER LE DONNE». Per Maggi «stiamo assistendo a una grande inversione di tendenza. Il tema centrale rimane la creazione di nuovo lavoro per le donne. Discuteremo e ci confronteremo su questi e tanti altri temi dal 27 febbraio a Bologna, poi a marzo saremo in Liguria, ad aprile ad Ancona fino ad arrivare alla Conferenza mondiale delle donne a settembre, a Milano per l’Expo».
«I NOSTRI PARTNER CI AIUTINO». Il primo proposito per le mamme che lavorano per il 2015 «sta nel togliere dentro di noi le vecchie abitudini e convincere il nostro partner ad assumersi sempre più carichi familiari condividendo con noi il cambio del pannolino, la preparazione del cibo, la spesa, i lavori domestici», riflette Maggi.
Il secondo sta nel considerare che siamo «noi donne i soggetti attivi del cambiamento e quindi ognuna di noi deve assumersi questa responsabilità nel proprio ambito».
Infine dobbiamo impegnarci a tradurre il pensiero, la nostra esperienza, il nostro vissuto sulle “pari opportunità” in azioni concrete, ogni giorno, partendo dalle piccole cose del quotidiano.
«Poi basta parlare di 'conciliazione'. Non dobbiamo conciliare proprio niente, dobbiamo poter contare su una diversa organizzazione del lavoro».

Twitter @francesca_gui

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