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SHOPPING 3 Gennaio Gen 2015 1428 03 gennaio 2015

Saldi, Codacons: «Vendite in calo del 5% sul 2014»

Consumatori prudenti da Milano a Roma. Pieni outlet e negozi low cost. Poche file per le grandi griffe.

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Primo giorno di saldi invernali nei negozi del centro di Torino.

Un inizio fiacco quello dei saldi invernali, al via dal 3 gennaio.
A poche ore dalla partenza ufficiale, ha affermato il Codacons, «non si è registrata alcuna impennata delle vendite, anzi, il comportamento dei consumatori sembra orientato alla massima cautela: si gira per centri commerciali e strade dello shopping, si osservano i capi in vetrina e i prezzi, ma si attende ancora prima di effettuare gli acquisti».
CALO DEL 5%. «Buono», sempre secondo l'associazione dei consumatori, l'afflusso presso outlet e centri commerciali ma le vendite, nella prima mattinata di saldi, appaiono in calo mediamente del -5% nelle grandi città rispetto alla partenza dei saldi invernali del 2014, con cali più evidenti nelle periferie». «Anticipare l'avvio degli sconti al 3 gennaio non è servito a molto. Ancora una volta il comportamento dei cittadini è improntato alla massima cautela», ha fatto sapere il presidente Carlo Rienzi. Si guardano le vetrine ma ancora non si compra: «Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget per i saldi sempre più ristretto a causa della crisi economica». Come nel 2014 i piccoli negozi e soprattutto le periferie risentono particolarmente della riduzione degli acquisti mentre la situazione appare meno negativa negli outlet e soprattutto nelle boutique dell'Alta moda, che possono contare su una massiccia presenza di turisti che tengono alto il livello delle vendite.
MILANO, SHOPPING LOW COST. Affollati i negozi del centro di Milano, ma ad essere presi d'assalto sono soprattutto negozi di prezzo medio e basso piuttosto che quelli delle grandi griffe. Qualche persona in attesa davanti a Gucci, nessuno davanti al negozio Moncler di via Montenapoleone. La coda più lunga sembra essere quella di Corso Vittorio Emanuele da 'Alcott'.
Sono comunque positive le prime stime dei saldi in Lombardia. Gabriel Meghnagi, il presidente di Ascobaires, l'associazione dei commercianti di corso Buenos Aires a Milano, prevede che «i saldi si chiuderanno con un +10%», anche grazie alla decisione della Regione di anticiparli a sabato 3 gennaio, invece di farli partire lunedì. E anche all'outlet di Rodengo Saiano, nel bresciano, le previsioni sono ottime. «Abbiamo aperto alle 9, un'ora prima del solito», ha spiegato il center manager dell'outlet Gianluca Rubaga, «e alle 10 il parcheggio da tremila posti era già pieno. All'una c'erano oltre 20 mila presenze», cioè più dell'anno scorso. Per questo Rubaga parla di una «partenza esplosiva», anche se per fare un conto sugli incassi bisognerà aspettare sera.
POCHE FILE NEL CENTRO DI ROMA. Molta gente per strada, poca nei negozi salvo qualche fila nelle importanti griffe italiane e internazionali. Sono iniziati così i saldi nella Capitale. Per il resto, salvo rare eccezioni, é minoritario il numero di persone che passeggia con un pacchetto in mano. Sparutissimi quelli che sfoggiano più di una busta. Al Tridente, cuore dello shopping romano, negozi aperti, molti curiosi, vetrine attraenti ma, almeno per le vendite, l'impressione é quella di grande prudenza. Un atteggiamento che tocca sia la clientela delle catene commerciali internazionali («l'anno scorso a quest'ora avevamo venduto di più», ha rivelato la commessa di una notissima marca di abbigliamento sportivo), sia le griffe più prestigiose del made in Italy di via dei Condotti, dove oltre le porte spesso si vedono solo i commessi. Qualche coda solo a piazza di Spagna (per i piumini d'oca e le scarpe casual), per lo più di turisti orientali, o negli storici negozi di Campo Marzio (clientela italiana). Nessuna coda nelle catene spagnole e nordeuropee del prêt-à-porter, che però, grazie ai prezzi competitivi, riescono a vendere qualcosa; anche l'intimo giovane sembra reggere.
UNA CLIENTE: «SONO QUI PER CURIOSITÀ». Tra i clienti si sente la crisi: «Sono qui solo per curiosità», ha raccontato una donna anziana di fronte a una vetrina del Corso, «ma non credo comprerò nulla». Ma c'é chi non si è dato budget: una ragazza, di fronte a un tradizionale negozio del lusso, ha già speso quasi 600 euro per due sciarpe firmate. E deve ancora comprare «un cappotto e un paio di scarpe».

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