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POLITICA 4 Gennaio Gen 2015 1400 04 gennaio 2015

Riforma Fisco, i punti cardine del decreto

Regole certe per l'abuso di diritto. Sanzioni più severe per gli evasori. E collaborazioni coi contribuenti. Il testo del dl bloccato per la norma salva-Berlusconi.

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Matteo Renzi e, sullo sfondo, Silvio Berlusconi.

Lo Stato punta a porsi «come consulente e non come nemico» dei contribuenti. Così, nella conferenza stampa del 24 dicembre scorso, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva commentato l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto sulla certezza del diritto in attuazione della delega fiscale.
MARCIA INDIETRO SUL SALVA-CAV. Ora, dopo il caos sulla presunta norma salva-Berlusconi, il premier ha fatto marcia indietro. E «chiesto agli uffici di non procedere, per il momento, alla formale trasmissione alla Camera del testo»
Il decreto torna dunque all'attenzione del Cdm prima di venire trasmesso alle Camere.
Ecco i tre punti cardine sui quali di basa il dl.

Abuso del diritto

Viene qualificato come abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica, poste in essere essenzialmente per avere un vantaggio fiscale indebito, ovvero benefici, anche non immediati, in contrasto con le norme fiscali e con i principi tributari. Il concetto viene unificato a quello di elusione fiscale, con l'estensione a tutti i tributi, ad eccezione dei diritti doganali. L'abuso viene accertato con apposito atto, preceduto da una richiesta al contribuente di chiarimenti da fornire entro 60 giorni.

Restyling delle sanzioni

Il decreto prevede sanzioni più severe per chi froda volontariamente il fisco, con tempi più lunghi di reclusione e soglie più basse per le evasioni considerate punibili per frodi e omesse dichiarazioni, ma più leggere per chi non paga per difficoltà o impossibilità. Ad esempio, per la dichiarazione infedele la pena è il carcere da 1 a 3 anni per un'evasione sopra i 150 mila euro (prima erano 50 mila) e di imponibile di 3 milioni (prima erano 2 milioni).
INSERITA LA CONTROVERSA SOGLIA DEL 3%. In questo contesto è stata inserita la norma oggetto di discussione, che esclude la punibilità «quando l'importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al 3% del reddito imponibile dichiarato o l'importo dell'imposta sul valore aggiunto evasa non è superiore al 3% dell'imposta sul valore aggiunto dichiarata».
Cambiano anche le modalità di estinzione del reato: in particolare si prevede che l'adesione all'accertamento prima dell'avvio del giudizio, comporti l'estinzione dei reati di infedele e omessa dichiarazione, nonché di omessi versamenti.

Compliance tra imprese e Fisco

Per stimolare l'adempimento spontaneo degli obblighi il provvedimento contiene alcune disposizioni per migliorare la collaborazione tra fisco e contribuenti attraverso forme di comunicazione e cooperazione rafforzata. Le imprese di maggiori dimensioni dovranno costituire sistemi di gestione e controllo del rischio fiscale, con una chiara attribuzione di responsabilità nel sistema dei controlli interni.

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