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CRISI 5 Gennaio Gen 2015 1912 05 gennaio 2015

Borsa, i timori sulla Grecia affossano l'Europa

L'incertezza sul voto ellenico spaventa i mercati. Piazza Affari perde quasi il 5%. Petrolio ai minimi dal 2009, euro in ribasso. Ue: «Dalla moneta non si esce».

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La Borsa di Milano.

Un inizio d'anno da far tremare i polsi quello delle Borse europee, prepotentemente affossate, lunedì 5 gennaio, dallo spauracchio greco e dal crollo del prezzo del petrolio, per la prima volta sotto i 50 dollari al barile dal lontano aprile 2009.
MILANO CEDE IL 4,9%. A fine seduta Piazza Affari ha ceduto il 4,92%, peggior risultato dall’aprile 2012. Il listino milanese ha conquistato la maglia nera di giornata assieme ad Atene, che ha bruciato il 5,6%. Male anche Madrid (-3,4%), Parigi (-3,31%), Francoforte (-3%) e Londra (-2%).
BRUCIATI OLTRE 200 MILIARDI. L'indice Stx 600, che contiene i titoli più rappresentativi del Vecchio continente, ha lasciato per strada il 2,15%, l'equivalente di 201 miliardi di euro bruciati in un'unica seduta. Con Piazza Affari che ha 'perso' da sola oltre 21 miliardi di capitalizzazione.

A pesare, come detto, l'incertezza in Grecia, dove si prospetta una campagna elettorale infuocata in vista delle elezioni del 25 gennaio, oltre alle aspettative verso un intervento della Banca centrale europea, con l'acquisto di titoli di Stato.
L'EURO AI MINIMI DA SEI ANNI. Stretto tra l'incubo di un'uscita di Atene dall'euro e le attese per le mosse della Bce - che adesso sembrano più vicine - l’euro, per qualche ora, è scivolato ai livelli più bassi da quasi sei anni, sotto quota 1,19 dollari.
ENI AFFONDA E CHIUDE A -8,36%. A Milano a pagare il prezzo più salato sono state le le banche - Ubi, Unicredit e Intesa hanno lasciato sul terreno quasi il 6% - e gli energetici: Enel ha perso il 6,46%, Eni l’8,36%. Proprio quest'ultima ha sofferto più di tutti la picchiata del greggio, che a New York ha viaggiato sotto i 50 dollari per la prima volta dal 2009. A fine seduta, poi, sono tornate le tensioni sui titoli di Stato: lo spread è salito fino a quota 132 punti.

Che le tensioni nate sulla Grecia siano superiori ai veri segnali dell'economia è testimoniato da come sia passata in secondo piano la delusione sull'inflazione della Germania, che è rimasta invariata a livello mensile e che ha rallentato la sua crescita su base annua all'esiguo 0,2%.
INTACCATA PURE LA BORSA USA. Questo in condizioni normali sarebbe stato l'ennesimo allarme di deflazione ormai alle porte e quindi un passo verso la sempre crescente necessità di un intervento forte della Bce. E invece le vendite hanno intaccato anche la Borsa statunitense, che di suo si è progressivamente indebolita sul crollo del prezzo del petrolio.
LA CASA BIANCA RASSICURA. La Casa Bianca, da parte sua, è intervenuta affermando di monitorare sempre l'andamento del prezzo del greggio e sottolineando che il calo dei listini dell'energia sarebbe positivo per l'economia americana.

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