Istat 140926111724
ECONOMIA 9 Gennaio Gen 2015 1045 09 gennaio 2015

Deficit-Pil, rapporto a 3,5% nel terzo trimestre 2014

Analisi diffusa dall'Istat. Mef: «Target del 3% pare lontano, ma il dato migliorerà».

  • ...

La sede dell'Istat.

Il rapporto deficit-Pil ha raggiunto nel terzo trimestre del 2014 il 3,5%, 0,2 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Lo ha comunicato l'Istat, aggiungendo che nei primi tre trimestri il rapporto è stato pari al 3,7%, con un peggioramento di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente.
MEF: «TARGET AL 3% PARE LONTANO MA POI MIGLIORA». Il dato è stato prontamente commentato dal ministero delle Finanze che ha ribattuto come il rapporto deficit/Pil «potrebbe apparire lontano dall'obiettivo programmato dal governo (3%)» ma «nel III trimestre questo parametro mostra con sistematicità un valore maggiore rispetto al dato finale» mentre «nell'ultima parte dell'anno fa registrare storicamente un dato più basso».
PRESSIONE FISCALE AL 40%. Nella sua analisi l'Istata ha poi aggiunto che la pressione fiscale, sempre nel terzo trimestre 2014, è stata pari al 40,9%, 0,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo 2013. Nei primi tre trimestri il peso del fisco è stato del 40,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2013. La diminuzione è stata concentrata nei primi due trimestri.
EFFETTO 80 EURO SUI REDDITI. Il reddito disponibile delle famiglie, infine, è tornato in rialzo, con un aumento dell'1,8% sul trimestre precedente e dell'1,4% su base annua. Lo rileva l'Istat. Si tratta dei primi tre mesi in cui gli 80 euro hanno funzionato a pieno regime. I primi nove mesi dell'anno chiudono con un +1%.
La spesa delle famiglie per consumi, in valori correnti, nel terzo trimestre, con il bonus Irpef a pieno regime e l'arrivo della deflazione, è rimasta ferma sul trimestre precedente e in lieve aumento (+0,4%) su base annua. Consumi al palo quindi, anche se nello stesso periodo il potere d'acquisto è salito (+1,9% congiunturale).
PER RIALZO REDDITO IMPORTANTE CRESCITA SALARI. Il bonus degli 80 euro c'è stato e spiega un pezzo dell'aumento del reddito, ma non è un fattore esclusivo: al rialzo hanno contribuito anche altre voci come la crescita dei redditi da lavoro (nel terzo trimestre i dati sull'occupazione non erano andati male).
A chiarirlo gli stessi tecnici dell'Istat
SALE PROPENSIONE AL RISPARMIO. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, al netto della stagionalità, è risultata pari al 10,8% nel terzo trimestre del 2014, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti su base annua.
QUOTA PROFITTI AZIENDE CALA. La quota di profitto delle società non finanziarie è scesa ancora, fermandosi al 39% nel terzo trimestre.
L'Istat ha registrato così un calo di 0,2 punti percentuali sul trimestre precedente e di 2,1 punti su base annua.
Il tasso di investimento delle aziende, sempre tra luglio e settembre, è rimasto invariato, al 20,5%, in termini congiunturali, mentre è diminuito di 0,5 punti nel confronto annuo.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso