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MUM AT WORK 10 Gennaio Gen 2015 1400 10 gennaio 2015

Le mamme lavoratrici fanno bene anche ai figli

Studio inglese: bimbi sani se entrambi i genitori sono in carriera. Avranno mentalità più aperta.

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Il ritorno delle mamme sul posto del lavoro porta benefici anche ai figli.

Una generazione cuscinetto. Ecco cosa sono le mamme lavoratrici sui 45 anni.
Lo spiega bene Martina Raffaglio, professoressa di ledadership e team member del Diversity Lab in Bocconi: «Noi siamo le prime a mettere insieme professione e famiglia. Ma abbiamo un vantaggio: per la prima volta possiamo sviluppare un accudimento condiviso con il partner».
DIVENTEREMO UN ESEMPIO. Insomma non abbiamo modelli, ma diventeremo un esempio per le prossime generazioni.
«I genitori del futuro non avranno più questi problemi, non dovranno scegliere tra famiglia e lavoro. Nella coppia ci sarà più libertà di scegliere chi si occuperà dei figli».
Che i bambini crescano sani e felici con entrambi i genitori al lavoro lo dimostra anche uno studio dell'University College di Londra assieme all’Economic and Research Council.
La condizione migliore per i figli è vivere con entrambi i genitori. E secondo gli inglesi avere una mamma che lavora anche part-time può influire positivamente sulla crescita della prole.
«PIÙ DISPONIBILI IN FUTURO». Raffaglio ha due figlie («femmine, ci tengo!») che sono orgogliose di vederla andare al lavoro.
«Ma credo che anche per i maschietti sia positivo vedere la mamma occupata fuori casa, li rende più aperti e in futuro più disponibili ad accettare che la propria compagna chieda di condividere la cura della casa e della famiglia», spiega a Lettera43.it la professoressa della Bocconi.
ITALIA CULTURALMENTE INDIETRO. Per Raffaglio «l’aspetto culturale e la storia delle donne in Italia non ci aiuta, noi siamo penalizzate rispetto ai Paesi nordici o alla Francia: lì le donne sono inserite nel mondo del lavoro da più tempo».
Altro tema scottante: le nonne. «Agiscono sul nostro senso di colpa nel momento in cui torniamo al lavoro. Loro hanno fatto una scelta diversa, o si sono occupate esclusivamente della famiglia, o hanno preferito un lavoro part-time».
E PURE LA RELIGIONE INFLUISCE. Terzo punto: la Chiesa. «Il senso di colpa di chi va a lavorare e lascia i figli ad altri è nutrito anche dalla religione, così importante nel nostro Paese», conculde la professoressa.
Ma questa generazione cuscinetto sta riuscendo a trovare delle soluzioni? «Per ora solo individuali. Non essendo aiutati da un welfare ben sviluppato e non avendo modelli lavorativi flessibili, siamo in difficoltà. La cosa interessante è che nelle aziende dove si applicano soluzioni smart come il telelavoro, a sperimentarne i vantaggi non sono solo le mamme, ma anche i papà, che possono godersi di più i figli non rinunciando alla carriera».

Twitter @francesca_gui

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