Economia 12 Gennaio Gen 2015 1215 12 gennaio 2015

Nuovo Isee, come si calcola e a cosa serve

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Ha debuttato ufficialmente il 2 gennaio scorso, portandosi al seguito anche qualche polemica. Si tratta del nuovo Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), un particolare parametro che misura il benessere dei cittadini, tenendo conto anche del loro patrimonio e non soltanto dei redditi dichiarati al fisco con il modello Unico o con il 730. L'Isee, che qualcuno ha ribattezzato da tempo con l'epiteto di riccometro, ha una funzione molto importante perché serve a scovare i cosiddetti finti poveri e a stabilire chi ha davvero diritto a certe agevolazioni sociali, come gli sconti sulle bollette o sulle tariffe degli asili nido oppure l'esenzione dalle rette universitarie e dai   ticket sanitari. Pur esistendo da diverso tempo nel nostro paese, nel 2015 questo indicatore si è profondamente rinnovato. Sono infatti cambiati i criteri per il calcolo della ricchezza dei cittadini che, da quest'anno, verrà determinata tenendo in maggiore considerazione i risparmi finanziari e gli   immobili. Ecco le principali novità.

LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA UNICA Prima di analizzare nel dettaglio come funziona il nuovo Isee, vanno fatte però alcune premesse importanti. Innanzitutto, occorre ricordare che la determinazione di tale parametro, a differenza di quanto avviene per i redditi dichiarati con il 730 o con il modello Unico, non è obbligatoria per i contribuenti. Soltanto chi vuole accedere a certe prestazioni sociali, infatti, è tenuto a calcolare questo indicatore, che viene determinato con una procedura molto complessa. Il compito di eseguire i calcoli spetta però all'Inps o agli enti pubblici che erogano i servizi legati all'Isee, mentre il contribuente si limita soltanto a presentare un documento che si chiama Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu). Si tratta di un'autocertificazione (il cui modulo è facilmente reperibile su internet) in cui i cittadini indicano la composizione del loro nucleo familiare e del loro patrimonio, specificando   quanti risparmi hanno da parte, quanti immobili e autoveicoli possiedono e se dispongono di altri redditi, oltre a quelli da lavoro (per esempio di una rendita di affitto). Chi non è in grado di preparare da solo le carte, è bene che si faccia aiutare da uno sportello dei caf, i centri di assistenza fiscale dei sindacati o delle associazioni categoria.

LA PROTESTA DEI CAF Circa la collaborazione con i Caf, questi ultimi hanno lanciato l'allarme sull'avvio dell'Isee. Il rischio è la falsa partenza a causa del mancato rinnovo della convenzione tra Inps e Caf. Dal 1° gennaio infatti è stato aggiornato l'Indicatore della situazione economica equivalente che però può essere calcolato solo grazie alla dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), contenente i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali. Lo stallo è dovuto a un problema economico, cioè alla richiesta dei Caf di incrementare l'onorario previsto dal vecchio contratto, che si aggirava tra 10 e 12 euro. Secondo i centri di assistenza i nuovi modelli richiedono «un maggiore impegno e più tempo. Quindi - spiega il coordinatore della consulta dei Caf, Valerio Canepari - le tariffe vanno aumentate del 50%». I CALCOLI Una volta acquisite tutte le informazioni, l'Inps e gli altri enti pubblici calcolano l'Isee del contribuente partendo dai redditi da lavoro o pensionistici ed eseguendo appunto alcune maggiorazioni, quando il contribuente ha anche dei risparmi da parte o una casa di proprietà. In presenza di un patrimonio finanziario depositato in un conto corrente, per esempio, viene calcolato un reddito aggiuntivo presunto, sulla base delle giacenza media presente

I documenti da presentare in banca e dei rendimenti che può fruttare. Per i fondi comuni di investimento e i titoli finanziari, invece, si fa riferimento al valore del portafoglio mentre per gli immobili il parametro preso in considerazione è la rendita catastale utilizzata per il conteggio dell'imu (imposta municipale unica). Ci sono però alcune voci che permettono anche di abbattere il reddito Isee, invece di alzarlo. E' il caso del valore del mutuo ancora da estinguere, che viene sottratto da quello della casa o delle spese che un capofamiglia   deve sostenere ogni mese per pagare le rate di affitto. Sono inoltre avvantaggiate le famiglie numerose: maggiore è il numero di figli che un contribuente deve mantenere, minore è il suo   reddito Isee, soprattutto in presenza di portatori di handicap. Se una coppia di coniugi ha un bimbo a carico, per esempio, il reddito che risulta dopo aver eseguito tutti i calcoli viene diviso per un   coefficiente di 2,04. Se la stessa famiglia ha invece due figli da “sfamare”, il valore finale dell'Isee è diviso per 2,46. LE NOVITA' DI QUEST'ANNO Per il calcolo del riccometro, nel 2015 sono state introdotte alcune novità. La più significativa riguarda gli immobili i cui valori, come già ricordato, si determinano sulla base delle rendite utilizzate per il calcolo dell'imu. Fino all'anno scorso, invece, si faceva riferimento ai parametri dell'ici, la vecchia imposta comunale sugli immobili, che è stata ormai abolita. Questo cambiamento non è una buona notizia per i contribuenti perché i valori dell'imu sono significativamente più alti di quelli dell'ici e portano a un risultato inevitabile: chi ha una casa di proprietà di medie dimensioni (che vale più di 50mila euro) vedrà il proprio Isee incrementarsi in maniera non trascurabile, cioè di un importo compreso tra 3mila e 10mila euro, almeno secondo le stime effettuate da diversi caf. Anche per chi ha un po' di risparmi da parte, ci sarà probabilmente un aumento del riccometro. Fino al 2014, infatti, i patrimoni finanziari non rientravano nel calcolo dell'Isee se avevano un valore al   di sotto dei 15mila euro. Da quest'anno, invece, il tetto è stato abbassato a 6mila euro e sale sino a 10mila euro soltanto se il contribuente ha dei familiari a carico.

grfico AUMENTI IN VISTA Infine, da quest'anno è stato ampliato anche l'insieme dei redditi che verranno inclusi nel calcolo dell'Isee. Contribuiranno infatti alla formazione di questo indicatore pure le rendite di affitto sottoposte alla ritenuta del 21% (la cedolare secca), oltre ad alcune prestazioni erogate dall'Inps come le indennità di accompagnamento o gli assegni sociali. Visto che i criteri di calcolo sono diventati molto più stringenti e puntuali, vi sarà dunque un numero consistente di italiani che vedranno crescere il proprio Isee e non potranno più beneficiare di prestazioni sociali agevolate. Secondo i calcoli dei caf, la platea degli assistiti si ridurrà addirittura del 20%. Per il governo non si tratta di una cattiva notizia, perché verranno finalmente scovati molti finti poveri e certi tipi di servizi saranno erogati soltanto a chi ne ha davvero bisogno. Chiunque abbia ragione, però, una   cosa resta certa: una bella fetta di nostri connazionali che fino al 2014 pagavano tariffe scontate per l'università, l'acqua, la luce o l'asilo dei figli, nel 2015 pagheranno di più.

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