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CRISI 12 Gennaio Gen 2015 2156 12 gennaio 2015

Ue: flessibilità per chi fa le riforme

Margini sui conti e deviazioni dai target. Padoan: stop recessione nel 2015.

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La sede della Commissione europea.

Apertura di margini sui conti per chi fa le riforme, deviazioni temporanee dagli obiettivi di bilancio, riduzione degli sforzi di aggiustamento se l'output gap (la differenza tra crescita reale e potenziale) è superiore al 4%. Sarebbero queste le linee guida sulla flessibilità che la Commissione Ue starebbe limando per presentarle il 13 gennaio a Strasburgo.
PADOAN CONFIDA NELLA BCE. Il documento prevede più di qualche aiuto per i Paesi dove la crescita fatica a tornare.
Un passo avanti per alleviare la grave situazione dell'economia europea «ulteriormente deteriorata», come l'ha definita il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che a Strasburgo ha auspicato uno «choc positivo», confidando nelle prossime mosse della Bce.
CLAUSOLA PER GLI INVESTIMENTI. Nelle linee guida dovrebbe esserci anche una nuova clausola per gli investimenti che consentirà di scorporare la spesa per investimenti co-finanziati dalla Ue dal calcolo del debito e del deficit. Ma non sarà uno scorporo totale, perché per chi è già fuori dai vincoli, anche senza investimenti, si applicheranno altre condizioni.
PADOAN: STOP RECESSIONE NEL 2015. «La deflazione è pericolosamente vicina, soprattutto in alcuni Paesi», ha detto Padoan, «ma confido che la Bce prenderà misure appropriate nei prossimi giorni». Il ministro ha spiegato di vedere il futuro molto più positivo, visto che la recessione «nel 2015 scomparirà». Con il ritorno della crescita si abbasserà anche la disoccupazione, perché «segue sempre l'andamento della crescita, in tutti i sensi. E anche il debito scenderà se la dinamica dei prezzi nella zona euro tornerà ai valori normali cioè vicino al 2% e non appena le riforme strutturali daranno linfa vitale all'economia».
SI CHIUDE IL SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA. Padoan ha chiuso il semestre di presidenza italiano davanti alla commissione economica del parlamento europeo, tracciando anche il bilancio «molto positivo» dei sei mesi che hanno fatto compiere all'Europa «passi avanti» soprattutto su crescita, investimenti e occupazione. «Sei mesi fa non eravamo a questo punto, ma molto resta da fare», ha affermato. Tra i successi del semestre il titolare di via XX settembre ha ricordato la pressione sugli investimenti, che si è poi tradotta nel piano Juncker «che va nella giusta direzione», le norme contro l'evasione delle multinazionali e la fine del segreto bancario in Europa, approvate dall'ultimo Ecofin.

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