Commissione Europea 141126095227
BRUXELLES 13 Gennaio Gen 2015 1549 13 gennaio 2015

Flessibilità, Ue: «Più tempo a chi investe e fa riforme»

Ma resta il tetto del 3% di deficit. Juncker: «Il Patto non si cambia».

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Jean Claude Juncker.

Più tempo per raggiungere gli obiettivi di bilancio per chi fa le riforme, scorporo degli investimenti co-finanziati dalla Ue ma solo se non si sfora il tetto del 3% di deficit, risanamento meno duro nei momenti di difficoltà dell'economia: sono queste le nuove linee guida sulla flessibilità della Commissione europea.
NESSUNA MODIFICA. «La Commissione non propone nessuna modifica delle regole esistenti, quindi non sarà fatto nessun passo legislativo e queste linee guida saranno applicabili immediatamente», ha precisato la Commissione nella comunicazione sulla flessibilità. Lo scopo, ha precisato, è «incoraggiare l'attuazione delle riforme, promuovere gli investimenti, soprattutto nel contesto del nuovo fonda strategico (EFSI) del piano Juncker, e prendere meglio in considerazione il ciclo economico in ogni Stato».
Sono tre gli aspetti principali della comunicazione. Primo, la Commissione «prenderà in considerazione l'impatto positivo delle riforme», sia per chi è nel braccio preventivo del Patto di stabilità (cioè ha un deficit sotto il 3%) sia per chi è nel braccio correttivo (cioè è sotto procedura per deficit). Le riforme devono essere «importanti, con impatto positivo verificabile sul bilancio, e devono essere attuate».
TETTO DEL 3% DI DEFICIT. La Commissione valuterà le riforme prima di consentire una «deviazione temporanea dall'obiettivo di medio termine o dal percorso verso esso». Tale deviazione non può essere maggiore di 0,5%, e deve essere assicurato un «margine di sicurezza» in modo che il 3% di deficit non venga mai superato. Il secondo aspetto è definito «clausola per investimenti» e chiarisce che i Paesi che sono nel braccio preventivo possono deviare temporaneamente dall'obiettivo per fare investimenti in progetti co-finanziati dalla Ue a patto che rispettino alcune condizioni. Il loro pil deve essere sotto il potenziale (output gap maggiore di -1,5%), la deviazione non deve portare al non rispetto del 3% di deficit. Il terzo aspetto chiarisce come calcolare gli 'up' e i 'down' dell'economia, creando una nuova 'matrice' che consentirà di aggiustare il passo degli sforzi strutturali richiesti in base al ciclo economico di ognuno.
JUNKER: «IL PATTO NON SI CAMBIA». Il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha dichiarato che «c'è maggiore flessibilità ma la logica del Patto e le sue regole non cambiano». E ha aggiunto: «Avrei voluto presentarvi la comunicazione, ma i lavori della Commissione stanno continuando».
In occasione della chiusura del semestre europeo Juncker ha promosso l'operato dell'Italia: «Sì, la presidenza italiana ha fatto un buon lavoro, è stata all'altezza, e spero che il governo italiano si ricordi delle sue ispirazioni nobili e che il suo popolo resti europeista» anche ora che il semestre è finito, ha detto Juncker.

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