Economia 14 Gennaio Gen 2015 1311 14 gennaio 2015

Dollaro, 4 modi per guadagnare sui cambi

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Euro contro dollaro In parità entro uno o due anni. E' la previsione di molti analisti delle case d'affari riguardo al tasso di cambio tra l'euro e il dollaro che, nelle ultime settimane, è sceso sotto la soglia di 1,2, un livello che non si vedeva dal lontano 1999. La divisa statunitense sta infatti guadagnando progressivamente terreno nei confronti della moneta unica europea e la sua corsa, a detta degli analisti, non è destinata ad arrestarsi. Per gli esperti di Citigroup, Abn Amro e Ing, il rapporto tra la valuta europea e il biglietto verde potrebbe giungere alla pari già il prossimo anno mentre per Goldman Sachs questo traguardo verrà tagliato nel 2017. In una prospettiva di medio periodo, insomma, l'investimento nella valuta d'Oltreoceano sembra essere ancora un affare, anche se era sicuramente meglio adottare questa strategia un po' prima, per esempio nella primavera del 2014, quando la corsa della divisa americana era agli inizi e il tasso di cambio tra le due monete viaggiava attorno a 1,4. Ora, infatti, i margini di guadagno sono molto più risicati. Per chi pensa che non sia mai troppo tardi, però, ecco alcuni strumenti finanziari che consentono agli investitori di guadagnare quando il dollaro si apprezza.

LA STRADA PIÙ SEMPLICE, IL CONTO CORRENTE La soluzione meno difficile per sfruttare i rialzi del biglietto verde consiste senza dubbio nell'apertura di un conto bancario in dollari. Quasi tutti gli istituti di credito italiani permettono ai propri clienti di averne uno, oltre al tradizionale conto corrente in euro utilizzato per l'operatività ordinaria. Per trasferire la liquidità sul conto in dollari, in genere basta un bonifico e, quasi sempre, non vengono richieste commissioni per le operazioni di cambio. E' bene comunque informarsi su quest'ultimo aspetto, per evitare la presenza di qualche balzello di troppo. Sulle giacenze denominate nel biglietto verde non vengono riconosciuti solitamente degli interessi e il correntista ha soltanto l'opportunità di ottenere dei guadagni se la divisa statunitense si apprezza sulla moneta moneta unica europea, facendo crescere il valore delle giacenze.

Il mercato delle obbligazioni OBBLIGAZIONI A STELLE E STRISCE Sul mercato obbligazionario telematico di Borsa Italiana (Mot) sono negoziabili diverse obbligazioni (bond) il cui valore viene espresso in dollari. Se la moneta americana si apprezza nei confronti dell'euro, chi possiede questi bond ottiene ovviamente un guadagno. E' importante però la selezione dei titoli visto che, tra le obbligazioni denominate nel biglietto verde, ci sono anche parecchie emissioni rischiose, effettuate da società private con un basso rating, cioè con uno scarso merito di credito. Chi vuole andare sul sicuro, può indirizzarsi sui bond quotati al Mot di organismi sovranazionali come la Bei (Banca Europea degli investimenti), che hanno un rating tripla A. Non va però dimenticato che questi titoli, in ragione del loro basso grado di rischio, sono molto poco remunerativi in termini di interessi e offrono rendimenti nell'ordine dell'1-2% all'anno. Chi li acquista, dunque, deve porsi soprattutto l'obiettivo di guadagnare grazie ai possibili rialzi della divisa americana e non può certo aspettarsi di incassare interessi da capogiro sotto forma di cedole. Leggermente più remunerative sono invece le obbligazioni in dollari quotate sul Mot ed emesse dalle maggiori banche italiane e straniere che, essendo un po' più rischiose di quelle della Bei, danno un un interesse fino al 2,5-3% lordo (1.8-2,2% netto), a seconda delle scadenze.

La borsa di Wall Street A WALL STREET, CON LE AZIONI E I FONDI Un modo per guadagnare sui rialzi del dollaro può essere l'investimento nel settore azionario, cioè in qualche titolo della borsa di Wall Street. Anche chi pratica questa strategia, si ritrova nel portafoglio uno strumento finanziario il cui valore è legato a doppio filo al biglietto verde. Se quest'ultimo sale, anche il possessore del titolo quotato a Wall Street guadagna. Inoltre, non va dimenticato che l'economia d'Oltreoceano continua a viaggiare a gonfie vele, con la disoccupazione   che è tornata sotto il 6% e il pil che è salito del 5% nel terzo trimestre del 2014 (secondo gli ultimi dati disponibili). Con questo scenario di fondo, molte aziende statunitensi hanno buone chance   di continuare a macinare ricavi e profitti e alcuni analisti delle case d'affari intravedono buone prospettive di crescita per i titoli americani dei settori ciclici, cioè quelli del comparto industriale o dei beni di largo consumo, che hanno di solito buone performance quando la congiuntura economica è positiva. Non manca però l'altra faccia della medaglia. La borsa di Wall Street, infatti, è già reduce da una lunga stagione di rialzi: l'indice S&p 500, che raccoglie i principali titoli quotati sulle piazze finanziari statunitensi, ha guadagnato più del 10% nell'ultimo anno e ha quasi raddoppiato il proprio valore nell'ultimo quinquennio. Il rischio di una improvvisa retromarcia dei   listini d'Oltreoceano, dunque, non è affatto da escludere. Se ciò avvenisse, le perdite incassate sul prezzo delle azioni rischiano di vanificare completamente i guadagni generati invece dai rialzi del   dollaro.

L'offerta degli Etn GLI ETN PER GLI INTENDITORI Per chi vuole evitare l'acquisto dei titoli con il fai da te e preferisce affidarsi alla perizia di qualche gestore, un modo per puntare sulla divisa statunitense può essere la sottoscrizione di un fondo d'investimento specializzato sui mercati americani o di un fondo le cui quote hanno un valore espresso in dollari. In Italia sono venduti tantissimi prodotti di questo tipo (più di 6mila in tutto), sia azionari, sia obbligazionari, sia monetari, cioè con un portafoglio a basso rischio e impiegato per lo più in obbligazioni e titoli di stato di brevissima scadenza. Infine, per scommettere sui rialzi del biglietto verde, negli ultimi anni si è fatta strada anche un'altra categoria di strumenti finanziari, adatta agli investitori un po' più esperti. Si tratta degli Etn (exchange traded notes), che sono prodotti facilmente negoziabili in borsa (nel segmento EtfPlus di Piazza Affari) e che hanno un valore legato a quello di un indice o un'attività finanziaria sottostante, per esempio un listino azionario, obbligazionario oppure a un tasso di cambio. Tra gli Etn quotati a Piazza Affari, ce ne sono alcuni che permettono di guadagnare sui rialzi o sui ribassi delle principali valute. Per puntare sui possibili apprezzamenti della moneta statunitense, per esempio, c'è l'Etfs Long Usd Short Eur, emesso dalla britannica EtfsSecurities. Ha un valore che cresce non appena il dollaro si apprezza nei confronti dell'euro e ha già guadagnato quasi il 15% negli ultimi 6 mesi. Sempre a Piazza Affari, sono quotati altri due prodotti di questo tipo (l'Etfs 3x Long Usd Short Eur e l'Etfs 5x Long Usd Short Eur) che sono però molto più rischiosi perché funzionano con il cosiddetto leva. Si tratta di un meccanismo utilizzato nella finanza che consente agli investitori di amplificare notevolmente i rialzi o i ribassi dell'indice di riferimento (in questo caso del tasso di cambio). Roba da esperti, insomma, che maneggiata con cura. L'effetto leva permette sì di incrementare notevolmente i potenziali guadagni ma, non va dimenticato, rischia anche di ingigantire le possibili perdite.

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