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ANNUNCIO 14 Gennaio Gen 2015 0639 14 gennaio 2015

Marchionne: «Lascio Fca tra quattro anni»

L'ad vuol concludere il piano industriale. «In 10 per la mia successione».

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Sergio Marchionne.

Marchionne elogia il suo piano industriale. «Non ha nessun rimpianto per l'unione fra Fiat e Chrysler, che ha fatto bene a tutte e due le società. Un'unione da cui è nato un gruppo in gran parte nord americano, con una forte presenza in Europa e in America Latina». Così l'amministratore delegato di Fca, guarda indietro ai cinque anni di lavoro che hanno portato alla nascita del gruppo.
«Fra il pubblico italiano», ha affermato, «c'è una comprensione del fatto che senza Chrysler il futuro di Fiat sarebbe stato più dubbioso».
E ha guardato anche avanti, ai piani di sviluppo futuro in cui rientrano il Brasile e la Cina. E al suo futuro. «Me ne vado fra quattro-cinque anni: ci vorranno almeno quattro anni interi», ha affermato, confermando una sua possibile uscita nel 2018, alla conclusione del piano industriale.
In corsa per il suo posto - ammette - ci sono meno di dieci persone. A riportare direttamente a lui sono invece «70-80 persone, per me questo non è strano».
«CONSUMARE MENO CAPITALE». Intervistato durante un incontro organizzato da Automotive News a margine del Salone dell'auto di Detroit, l'amministratore delegato di Fca ha messo in evidenza, comunque, di aver «semplificato» la sua vita, usando ormai solo tre telefoni. Continua però a vivere in aereo.
A chi gli ha chiesto il suo parere sulle auto senza guidatore, Marchionne ha risposto: «Mi piace la tecnologia. La gente vuole guidare».
Sul consolidamento del settore dell' auto, l'amministratore delegato di Fca ha ricordato le esperienze non facili vissute nel settore negli anni 1980-1990: le fusioni e acquisizioni richiedono lavoro e in questo mercato è essenziale consumare meno capitale.
«NO A UN SUV FERRARI». Marchionne si dice appassionato del business dell'auto, un «gran business». «Ritengo, e lo posso dire anche ora, che sia più economico acquistare un' auto che produrla».
Eccetto che per una Ferrari: «La casa di Maranello», ha affermato Marchionne, «è unica, la sua esclusività non va toccata. E deve essere fatta in Italia, altrimenti è una bestemmia».
Il presidente di Ferrari ha risposto con un secco no a chi gli chiedeva se fosse ipotizzabile in futuro un suv Ferrari: «No. Abbiamo altri marchi che possono farlo».
«Le vendite della Ferrari», ha aggiunto, «procedono positive ma in Formula 1 la Rossa ha vissuto una stagione 2014 disastrosa».
«Luca Cordero di Montezemolo», ha concluso, «ha fatto un grande lavoro. Era il momento di cambiare. La stagione 2015 sarà interessante, aspettiamo di iniziare».

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