Il ministero dell'Economia e delle Finanze in via XX Settembre a Roma.
ECONOMIA 15 Gennaio Gen 2015 1420 15 gennaio 2015

Fisco, Mef: «C'è l'accordo con la Svizzera»

Sì all'intesa sullo scambio di informazioni in materia finanziaria. La firma a metà febbraio.

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Il ministero dell'Economia e delle Finanze in via XX Settembre a Roma.

Mentre la Borsa di Zurigo crolla, il ministero dell'Economia ha comunicato che l'accordo fiscale con la Svizzera è andato in porto.
Lo ha reso noto il consigliere Affari fiscali al Tesoro Vieri Ceriani: «Abbiamo l'accordo con la Svizzera. Per la firma bisogna bisogna aspettare ancora qualche settimana, sarà probabilmente a metà febbraio», ha dichiarato Vieri.
MODIFICHE ALL'ATTUALE TRATTATO. Il negoziato, durato circa tre anni, ha portato a un testo condiviso che prevede lo scambio «a richiesta» di informazioni di natura finanziaria e andrà a modificare l'attuale trattato sulla doppia imposizione Italia-Svizzera, rivedendo l'articolo sullo scambio di informazioni adeguandolo all'ultimo standard Ocse. Ceriani, in un incontro con la stampa, ha spiegato che sarà un testo che andrà sottoposto alla ratifica dei due parlamenti, che però avrà tempi un po' più lunghi, di almeno un anno e mezzo o due.
ACCORDO POLITICO SUGLI ALTRI TEMI. Sugli altri temi, regime fiscale dei frontalieri (residenti in Italia e che lavorano in Svizzera), Campione d'Italia e uscita di Berna dalla blacklist «c'è un accordo politico, la definizione di una road map, un percorso per il futuro dei negoziati». L'accordo bilaterale sullo scambio di informazioni si affianca al contesto di adesione al modello per lo scambio automatico di informazioni Ocse, come proposto dal G20 e adottato dalla Ue, che la stessa Svizzera si è impegnata politicamente ad attuare dal 2017 (mentre partirà già dal 2016 in «60 Paesi»).
LOTTA ALL'EVASIONE. Lo scambio di informazioni a richiesta, anche se più o meno nello stesso periodo diventerà operativo anche quello automatico, «è comunque indispensabile che consentirà all'Agenzia delle Entrate di chiedere informazioni non solo per i redditi di natura finanziaria». Lo scambio automatico, in sostanza, è «più limitato», nonostante rappresenti «un passo avanti colossale e uno strumento di lotta all'evasione impensabile solo qualche anno fa».

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