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ECONOMIA 16 Gennaio Gen 2015 1532 16 gennaio 2015

Pil, Bankitalia taglia le stime da +1,3% a +0,4%

Il Bollettino: «Crescita modesta» nel 2015. Inflazione -0,2%. E la ripresa dell'occupazione rimane fragile.

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Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco.

Il 2015 segna un'inversione di rotta per l'economia italiana, che dovrebbe registrare un Pil finalmente positivo, anche se con una crescita limitata allo 0,4%. La previsione arriva da Bankitalia, che allinea così le sue stime a quelle elaborate in autunno dai principali istituti e organismi internazionali, dall'Fmi all'Ue, lontane da quelle più ottimistiche dell'estate, quando Via Nazionale indicava ancora un +1,3% per il pil 2015.
INCERTEZZE ALTE PER IL PIL. Ma da allora l'incertezza geopolitica è aumentata, la deflazione è divenuta reale in molte zone di Eurolandia e dall'Estremo Oriente arrivano segnali poco incoraggianti: dal Giappone al rallentamento della Cina. Il calo repentino del petrolio negli ultimi mesi sicuramente aiuterà la ripresa, così come le attese misure di politica monetaria della Bce, ma le incertezze restano ancora alte per il Pil e anche per l'occupazione, la cui ripresa permane fragile nonostante i segnali positivi dell'estate scorsa sull'aumento degli occupati.
Bankitalia ha anche stimato che la variazione dell'indice dei prezzi al consumo sarebbe marginalmente negativa nel 2015 (-0,2%), risentendo in larga misura del forte calo delle quotazioni del petrolio. Rimarrebbe comunque al di sotto dell' 1% anche nel 2016: precisamente allo 0,7%.
LA LEGGE DI STABILITÀ HA FAVORITO L'ECONOMIA. Per l'Italia il consolidamento di bilancio resta un obiettivo essenziale. Secondo il bollettino economico di via Nazionale con la Legge di Stabilità il governo ha adeguato il ritmo dell'azione di risanamento dei conti pubblici al quadro congiunturale: «Ciò contribuisce a evitare un prolungamento della fase recessiva». Inoltre l'attività economica dell'Italia nel biennio 2015-2016 «verrebbe sostenuta» anche dall'orientamento espansivo della politica monetaria, oltre che dalle misure disposte nella legge di bilancio che riducono il cuneo fiscale.
RIPRESA DEI CONSUMI NEL PROSSIMO BIENNIO. Più in generale le misure espansive varate (il sostegno alle famiglie e la riduzione del cuneo fiscale a carico delle imprese appunto) avrebbero un impatto positivo sul Pil pari a circa lo 0,8% nel prossimo biennio. Nei prossimi due anni, insomma, la ripresa dovrebbe consolidarsi così come si dovrebbe assistere ad una graduale ripresa dei consumi. Secondo il bollettino economico, infatti, questi ultimi «acquisirebbero gradualmente vigore, per effetto della ripresa del reddito disponibile» in parte connessa con le misure adottate per il bonus a sostegno dei redditi medio-bassi. I consumi delle famiglie sarebbero saliti dello 0,3% nel 2014 per poi mettere a segno un +0,9% sia nel 2015 sia nel 2016.
ASPETTATIVE NEGATIVE NEI PRIMI MESI DELL'ANNO. La ripresa dell'occupazione in Italia rimanecomunque fragile, nonostante «nei mesi estivi del 2014 il numero di occupati sia aumentato, seppur lievemente». Secondo il Bollettino le aspettative delle imprese circa l'evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano infatti a essere negative.

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