Economia 16 Gennaio Gen 2015 1730 16 gennaio 2015

Startup finanziarie, le 10 più promettenti

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La capitale europea delle startup è Londra. Dalla SIlicon Vallery al Big Ben il passo non è poi così lungo: la città più cosmopolita del Vecchio Continente è diventata la culla degli aspiranti businessmen della nuova tecnologia. Merito della tassazione conveniente - soprattutto nella vicina Irlanda - e, naturalmente, dell’importanza del centro finanziario della City che fa della capitale inglese la principale piazza europea. Facile, dunque, capire perché proprio qui proliferino nuove compagnie a metà tra la tecnologia e la finanza, che mirano a utenti diversi: la gente comune, gli uomini d’affari, ma anche i grossi gruppi bancari e le istituzioni finanziarie. Ecco le più promettenti. 1. Transferwise I manifesti di Trasferwise, con 4 anni di esperienza ha ricevuto offerte pari a un miliardo di dollari - secondo quanto riportato dal Financial Times - sono dovunque nella tube londinese. I suoi fondatori, Kristo Kaarmann and Taavet Hinrikus, di origine estone ma trasferiti nel Regno Unito, mirano a conquistare un bel pezzo del mercato dei cambi valuta, offrendo interessi bassi e provando a scoraggiare i viaggiatori dall’appoggiarsi alle proprie banche. Il meccanismo con cui ottengono quello sconto non si appoggia allo scambio di moneta: invece, combinano le somme di persone che scambiano una valuta per un’altra con quelle di altri utenti che vogliono fare lo scambio inverso, e semplicemente pagano alle due parti le somme equivalenti dai conti nazionali. Addebitano una piccola fee, ma lo scambio rimane altamente competitivo, soprattutto se si pensa alle commissioni applicate negli aeroporti. 2. Nutmeg Nutmeg è all’avanguardia nella gestione patrimoniale esclusivamente online per chiunque possieda un minimo di mille sterline, aprendo un mercato che finora era stato esclusivamente dominato da un ristretto numero di banche private. L’azienda, fondata circa due anni fa, è ancora in perdita, ma il fondatore e Ceo, l’ex dipendente della Barclays Nick Hungerford, punta a conquistare una fetta di mercato più ampia di quella dei gestori esistenti. La particolarità è che le transazioni sono condotte senza alcun aggravio di costi: «Chi ha una piccola somma non può vedere la maggior parte andare via in tasse», ha detto Hungerford. Il suo progetto ha sicuramente attirato l’attenzione: la scorsa estate ha raccolto 32 milioni di dollari di finanziamenti. 3.Metrobank L’idea di una banca abbastanza grande che sia una start up innovativa potrebbe far storcere il naso. Ma nel contesto britannico Metrobank si è affermata come una delle forze più interessanti degli ultimi anni. La banca è stata fondata all'incirca cinque anni fa, basandosi sul modello delle Commerce Bank statunitensi, e ha già centinaia di migliaia di conti a Londra e nel sud est dell’Inghilterra. L’obiettivo è arrivare a una quotazione, e l’amministratore Craig Donalson ha parlato di arrivare ad essere una società FTSE 100 company in quattro anni. Metrobank si è concentrata su un modello di prestazione di servizi, mettendo una straordinaria attenzione sulla facilità di aprire e accedere a un conto, orari di apertura e customer care. 4.Funding Circle Funding Circle ha esordito nei prestiti peer-to-peer per le imprese, e grazie a questo si è espansa rapidamente. Si tratta di un'altra impresa che ha trovato un modo innovativo di prosperare in condizioni molto particolari createsi dopo la crisi finanziaria. Dopo il 2008, le piccole imprese in Uk hanno dovuto lottare per ottenere prestiti dalle banche di cui erano clienti: così Funding Circle ha messo in piedi un mercato in cui le persone potessero fare i propri prestiti alle imprese. Si può variare il livello di rischio che si è disposti ad assumersi (e quindi i ritorni potenziali) e scegliere il settore e l’impresa che si vuole aiutare. Funding Circle e è ormai così importante da non essere più percepita come una piccola impresa o una startup, anche se non ha ancora cinque anni. Finora ha prestato più di 300 milioni di sterline e raccolto 123 milioni dollari di capitale per espandersi. 5.Essentia Analytics Ci sono diverse start-up che offrono dati analitici in materia di finanz. Ma in genere si concentrano su analisi dei mercati e delle attività. Essentia Analytics invece analizza le prestazioni di un trader per cercare di identificare i modelli di comportamento da performance passate. L'azienda dispone di un team di coaching che cerca di indicare agli investitori dove hanno sbagliato. Clare Flynn-Levy ha fondato l'azienda dopo 10 anni di esperienza come gestore di fondi, «Ad oggi, gli strumenti di supporto decisionale si concentrano sul prendere decisioni sulla base di quello che altre persone nel mercato stanno facendo - ha spiegato - Essentia si concentra sul comportamento del trader o del portafoglio del manager - del resto, l’unica persona di cui può controllare il comportamento sei tu. Non fare attenzione a questo non ha senso, soprattutto alla luce di quello che stiamo imparando sulla capacità cognitiva umana. Quello che Essentia fa è rendere semplice monitorare e riflettere sul proprio processo di investimento». 6. WorldRemit World Remit si propone di trasformare i trasferimenti di denaro. Ismail Ahmed ha fondato il gruppo mentre studiava e lavorava nel Regno Unito, e ha sperimentato sulla propria pelle i problemi del caso. Studiando a Londra, aveva bisogno di mandare soldi al resto della sua famiglia, in Africa. Ogni transazione diventava un viaggio epico attraverso la città per raggiungere un agente che addebitava una piccola fortuna in tasse per mandare somme piuttosto modeste. Con WorldRemit i destinatari possono prendere i loro soldi attraverso il telefono, che è uno dei sistemi di pagamento più popolari in diverse zone dell’Africa. La società offre un servizio economico e facile e ha annunciato 40 milioni di finanziamenti. I trasferimenti di denaro sono una parte consistente di parecchie economie in via di sviluppo, e il mercato potenziale per questi servizi finanziari è di miliardi, se non trilioni di dollari. 7. Aire I giovani evitano di usare le carte di credito, e questo può essere un problema, perché avere piccoli debiti mensili è in genere il modo di costruirsi la propria affidabilità come creditore, che può essere utile per cose come chiedere un mutuo per acquistare una casa. Aire, fondata da John Bundy e Aneesh Varma, si propone di aiutare a costruire storie di credito per queste persone. Nel modello attuale, Aire sostiene che i dati mancanti risultino come voto zero per per quella parte di “storia”, penalizzando quelle persone che hanno una storia creditizia scarsa, seppure non cattiva. Aire ha ricevuto una quantità non definita di fondi la scorsa estate. 8. Flattr Flattr è specializzata in microdonazioni. Il funzionamento è semplice: ci si iscrive e si depositano i soldi che si vogliono donare per un mese agli artisti o creatori scelti. Si clicca per “flattr” - dal verbo, flatter, donare - le persone quando si trovano contenuti che piacciono e si destina loro una parte di quei soldi, in base a quanto, ovviamente, si vuole spendere. Flattr potrebbe non essere il punto finale di questo trend, ma è uno dei player principali in un settore affascinante: alcuni utenti pagano volontariamente per dei contenuti cui altri possono accedere gratuitamente. L’idea di un sistema di micropagamenti simile al modello spotify ha un enorme potenziale per diversi settori industriali. Potrebbe funzionare, per esempio, per i media, dove al momento i contenuti sono completamente a pagamento o completamente gratuiti. L’azienda ha raccolto 2,1 milioni di dollari di finanziamenti nel 2012, ma al momento si configura come no profit. 9. Borro Nato in Inghilterra nel 2008 dalla situazione creata dalla crisi economica, Borro è una sorta di banco di pegni online, che offre anche finanziamenti garantiti da beni di lusso. «Siamo a metà strada tra una banca privata e un banco dei pegni», ha detto il fondatore Paul Aitken. Gli interessi sui prestiti generalmente si aggirano intorno al 4%, molto meno di un banco di pegni, e l’azienda ha raccolto finora 156 milioni in quattro round di finanziamento. 10. Azimo Azimo, che ha raccolto dieci milioni di finanziamenti nel marzo 2014, è un’altra piccola compagnia che lavora per rendere più facile e più economico per i migranti che lavorano in altri paesi mandare dei soldi a casa. Il mercato è potenzialmente enorme, soprattutto se si pensa a quei paesi in via di sviluppo dove i trasferimenti dei soldi costituiscono una buona parte del reddito nazionale. Servizi del genere esistono già, la differenza è nei costi: per un trasferimento di cento sterline dall’Inghilterra al Bangladesh la Western Union applica una tassa che è tre volte maggiore di quella di Azimo. Che punta anche sui social network: i mittenti possono versare la cifra desiderata anche attraverso un’app per Facebook.

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