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ECONOMIA 19 Gennaio Gen 2015 1250 19 gennaio 2015

Crisi Italia, Moscovici: «Sì alla flessibilità, ma rispettare gli sforzi»

Il commissario Ue attende i dati di bilancio e le riforme di Palazzo Chigi. Merkel: «Euro? Settimana non decisiva».

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Il commissario Ue, Pierre Moscovici.

L'analisi sul bilancio italiano che la Commissione Ue deve fare a inizio marzo «si baserà sulla nuova flessibilità», ma «lo sforzo richiesto di 0,25% va comunque rispettato»: il monito è del commissario Pierre Moscovici. Che ha chiarito come a breve devono essere consegnati a Palazzo Berlaymont «i dati su bilancio, riforme e sforzi previsti».
Il commissario agli affari economici ha spiegato che «dobbiamo ricevere entro questa settimana, prima della finalizzazione delle previsioni economiche che presento il 5 febbraio, le informazioni relative alle analisi economiche e di bilancio italiane, oltre agli impegni su riforme».
Per assicurarsi la promozione a marzo e l'uso della nuova flessibilità Ue, l'Italia deve quindi fare quello 'sforzo in più' richiesto dalla Commissione, cioè ridurre il deficit strutturale di 0,25%.
«SECONDA MISSIONE A ROMA». La scadenza è dettata dalla necessità della Commissione di includere i dati aggiornati nelle prossime stime. Con l'Italia, ha spiegato, «sono in corso scambi tecnici e ci sarà una seconda missione tecnica a Roma prima della fine del mese». Sull'utilizzo della flessibilità non c'è alcun dubbio: «La nostra analisi si farà a inizio marzo e si baserà sull'applicazione della flessibilità perché questa comunicazione è immediata, è solo un'interpretazione delle regole che è compresa nel mio portafoglio».
«SFORZO RICHIESTO PASSA DA 0,5 A 0,25». Per l'Italia, ha aggiunto Moscovici, «lo sforzo richiesto passa da 0,5 a 0,25, che è già un progresso e che va rispettato. L'Italia può beneficiare delle tre clausole, quella per investimenti, quella per le riforme e quella per l'aggiustamento ciclico», che di fatto ha già ridotto lo sforzo richiesto a causa della recessione. Ma il commissario ha sottolineato che «potenzialmente» ha accesso alle tre clausole, perché per avervi accesso servono «riforme e investimenti». Se l'Italia non farà lo sforzo strutturale richiesto, Bruxelles può sempre giocare la carta delle sanzioni che, però, «sono sempre una sconfitta, lo scopo della Commissione non è punire ma convincere, vogliamo avere un dialogo costruttivo» con il governo.
BANKITALIA: IL PIL STA SALENDO. Per Bankitalia, l'attesa in Italia può finire: «Il primo trimestre del 2015 dovrebbe far segnare un piccolo aumento del Pil e si tratterebbe del primo di una serie di rialzi trimestrali che proseguirebbero fino a tutto» il 2016, ha detto il direttore generale Salvatore Rossi. «Non ci chiederanno alcuna manovra» ha detto nei giorni scorsi il ministro Pier Carlo Padoan. Dal Tesoro evidenziano peraltro che con la legge di Stabilità è già stata fatta una correzione del deficit strutturale dello 0,3%.

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