Economia 19 Gennaio Gen 2015 1557 19 gennaio 2015

Piazza Affari chiude a +1,17%

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Borsa Milano Piazza Affari ha chiuso in rialzo L'indice FTSE Mib ha terminato la seduta in rialzo dell'1,17%, l'AllShare dell'1,25%, il Mid Cap dell'1,92%. Volumi per 3 miliardi di euro, nonostante la chiusura di Wall Street per festività. L'indice europeo Eurofirst segna +0,14%. sostenuta dal rally delle banche popolari, sulle attese per l'abolizione del voto capitario che innesca a sua volta aspettative di un'ondata di fusioni e acquisizioni nel settore. Più in generale il mercato attende l'incontro di giovedì della Bce, che potrebbe decidere di avviare un piano di acquisto di bond governativi per sostenere l'economia della zona euro. Tornando al caso specifico dell'Italia, una bozza di un provvedimento sulla concorrenza prevede l'abrogazione tout court dell'articolo 30 del Testo unico bancario (dlgs 385 1993), che discipina i soci delle banche popolari. La bozza potrebbe essere inserita nell'Investment Compact che sarà probabilmente discussa domani dal Consiglio dei ministri. Secondo gli analisti, l'abolizione del voto capitario porterebbe a un cambiamento radicale nella governance degli istituti che favorirebbe processi di concentrazione. Equita scrive che il consolidamento del settore "potrebbe portare a un upside superiore al 20%, attualmente non incorporato nei multipli". CORRONO LE POPOLARI. In evidenza le popolari, in particolare Pop Milano , con un rialzo del 14,89%, seguita da Ubi Banca (+9,68%), Banco Popolare (+8,33%) e POP EMILIA (+8,51%). Balzano anche gli istituti più piccoli come Credito Valtellinese e Pop Etruria Lazio. In rialzo anche Mps e Carige, sempre sull'ipotesi M&A. Equita non esclude "che l'obiettivo della riforma possa essere quello di agevolare il consolidamento di Mps e Carige".  Salvatore Ferragamo ha guadagnato il 4,25% dopo che l'AD Michele Norsa ha detto che la società ha registrato a dicembre vendite superiori alle previsioni di budget.  Tra i titoli del lusso, acquisti anche su Tod's. MALE CNH E EXOR. Eni debole dopo il rimbalzo delle ultime sedute, in un mercato che continua a guardare ai prezzi del greggio. Intorno alle 17,30 il futures sul Brent cede circa il 2% a 49,15 dollari. Debole anche Saipem. Lo stoxx europeo dei titoli energetici cede lo 0,4%. Negativa Cnh Industrial (-1,53%), seguita a breve distanza da Exor (-1,03%). ACOTEL GUADAGNA IL 17%. Tra i titoli a minore capitalizzazione, Acotel balza del 17%, con volumi pari a oltre 13 volte la media giornaliera delle ultime cinque sedute. Già venerdì il titolo era salito del 9%, dopo i recenti minimi.

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