Economia 20 Gennaio Gen 2015 1024 20 gennaio 2015

Moscovici all'Italia: ok alla flessibilità

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Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici L'Unione europea apre alla flessibilità chiesta dall'Italia durante il semestre di presidenza, ma chiede al governo di accelerare sulle riforme e soprattutto di mantenere gli impegni presi con Bruxelles. L'analisi sul bilancio italiano che la Commissione Ue farà a inizio marzo, dunque, «si baserà sulla nuova flessibilità", ma «lo sforzo richiesto di ridurre il deficit dello 0,25% del Pil va comunque rispettato" ed entro questa settimana devono arrivarci "i dati su bilancio, riforme e sforzi" previsti: lo ha detto il commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando con la stampa italiana. GLI IMPEGNI DELL'ITALIA. Nel dettaglio, quindi, il governo italiano deve assicurare un taglio strutturale del deficit/pil per il 2015 pari allo 0,25% (poco meno di 4 miliardi) per rispettare le regole di bilancio europee secondo la nuova versione "flessibile" definita dalla Commissione europea: "Per l'Italia - ha detto Moscovici - lo sforzo di bilancio passa da 0,5% del pil a 0,25%, perché la comunicazione sulla flessibilità delle regole sui bilanci viene applicata subito". RIFORME, INVESTIMENTI E CICLO ECONOMICO. Le tre clausole della comunicazione riguardano le riforme strutturali, gli investimenti e il ciclo economico.   Insomma Bruxelles prova a cambiare rotta, riducendo il peso della burocrazia per aumentare la vicinanza con i cittadini: "Penso che le sanzioni siano una sconfitta - ha aggiunto Moscovici - l'Europa non deve punire; quando lo fa, significa che ha fallito. La Commissione vuole paesi e cittadini felici".  Moscovici ha poi spiegato che la Commissione sta lavorando alla preparazione delle nuove stime economiche europee che saranno pubblicate il 5 febbraio: è su tale base che sarà condotta la valutazione sui conti pubblici di Italia, Francia e Belgio, valutazione che era stata rinviata in attesa di dati economici completi. I tre paesi erano stati ritenuti a novembre a rischio di non rispetto delle regole di bilancio e per l'Italia in particolare il dubbio riguarda la regola del debito.

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