Banca Centrale Europea 140116105220
MISURA 21 Gennaio Gen 2015 1550 21 gennaio 2015

Bce, ipotesi Quantitative easing da 50 miliardi al mese

Il piano focalizzato sull'acquisto dei titoli di Stato partirebbe a marzo.

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Il logo della Bce.

La Banca centrale europea avrebbe allo studio un piano di Quantitative easing da 50 miliardi di euro al mese fino al 2016.
Ad anticiparlo è stata l'agenzia Bloomberg citando fonti vicine al dossier, secondo cui gli acquisti sarebbero focalizzati su titoli di Stato e non partirebbero prima di marzo.
COMPLESSIVI A 1.100 MILIARDI. In base alle indiscrezioni trapelate, nel caso in cui il piano di acquisti di bond sovrani da parte della Bce partisse a marzo per poi terminare alla fine del 2016, l'ammontare complessivo del programma dovrebbe aggirarsi sui 1.100 miliardi di euro.
La cifra appare in linea con il proposito del presidente della Bce Mario Draghi di espandere il bilancio della Banca centrale verso i livelli d'inizio 2012 aumentandolo quindi di circa mille miliardi.
DURATA MINIMA 12 MESI. Gli acquisti durerebbero un minimo di 12 mesi, equivalenti a uno stimolo monetario di almeno 600 miliardi di euro, e sarebbero incentrati sui titoli di Stato. Si tratta di una cifra superiore ai 500 miliardi circolati nei giorni scorsi, che ha scosso i mercati facendo scivolare l'euro sotto 1,16 dollari, vicino ai minimi di 11 anni, spingendo le borse europee e facendo crollare lo spread Btp-Bund sui minimi dal 2010 a 116 punti base. Tuttavia resta ancora una proposta, sulla quale pesa la contropartita per impedire un muro contro muro con la Germania: si tratterebbe di accollare sui bilanci delle banche centrali nazionali, anziché dell'intera Bce, almeno una parte del rischio dei titoli comprati. Un'ipotesi che ha suscitato critiche vibranti, dato il segnale di scarsa fiducia reciproca che ne scaturirebbe.
DECISIONE NELLE ULTIME ORE. Tutto si giocherà nelle prossime ore fra i 21 membri votanti, su 25 totali, del consiglio Bce. È quasi scontato il voto contrario del consigliere tedesco Jens Weidmann, che alla 'conta' dovrebbe poter contare almeno su altri due oppositori al Qe: la tedesca del comitato esecutivo Sabine Lautenschlaeger, e Klaas Knot della Banca d'Olanda. In forse il lussemburghese Yves Mersch, sempre del comitato esecutivo, mentre fra gli scettici, in bilico, vi sarebbero i governatori di Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Slovacchia. È su questi che Draghi sta esercitando il massimo della sua capacità persuasiva, allo scopo di minimizzare i voti contrari e portare agli occhi dei mercati un consiglio della Bce che, pur se non unanime, non ne uscirebbe comunque spaccato in due. Il compromesso sulla condivisione dei rischi servirebbe proprio per questo, e per non alienare la Germania.

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