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ECONOMIA 22 Gennaio Gen 2015 0730 22 gennaio 2015

Quantitative easing: 5 cose da sapere

Il piano dell'Eurotower serve per acquistare titoli. Stabilizzando i prezzi.

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I mercati aspettano la mossa della Banca centrale europea da tempo. E giovedì 22 gennaio il presidente dell'Eurotower Mario Draghi è pronto all'annuncio e all'utilizzo del Quantitative easing (Qe), l'allentamento 'quantitativo' delle condizioni monetarie dei 19 Paesi dell'area euro con l'iniezione di 50 miliardi di euro al mese fino al 2016.
Ma cos'è e come funziona il Qe? Ecco cosa serve sapere sullo strumento che la Bce vuole usare per rilanciare l'economia dell'eurozona.

1. Il Qe crea moneta per comprare titoli pubblici o privati

Quantitative easing sta a significare la creazione, da parte di una banca centrale, di moneta il cui valore è basato sulla fiducia nell'assetto istituzionale e sui fondamentali economici alle sue spalle. La moneta creata è usata per l'acquisto sul mercato di titoli pubblici o privati: in pratica s'immette liquidità nell'economia.
Il termine Qe s'è fatto conoscere nel 2009 quando la Federal reserve Usa ha varato il primo programma di acquisto di titoli del Tesoro e di titoli immobiliari americani dopo il fallimento di Lehman Brothers.

2. Serve per garantire la stabilità dei prezzi

L'obiettivo della Bce in questa fase è garantire la stabilità dei prezzi.
Con la deflazione, infatti, i consumi sono destinati a crollare, così come gli investimenti: l'economia ristagna e il peso del debito aumenta.
Nell'area euro, poi, il tasso d'inflazione è in frenata dal 2012 e da ottobre 2013 ha rallentato sotto l'1% fino a diventare negativo a dicembre 2014 (-0,2%) tanto da far segnare una contrazione dei prezzi. Francoforte deve allora riportarlo all'obiettivo e non può farlo riducendo i tassi d'interesse sui prestiti che pratica alle banche, visto che si tratta di numeri prossimi allo zero. Ecco quindi che l'unica soluzione resta il Qe.

3. Strumento per risollevare la dinamica dei prezzi

Il Qe può contribuire a risollevare la dinamica dei prezzi verso livelli normali grazie all'effetto della quantità di moneta: una quantità maggiore di euro in circolazione, a partità di prodotti in vendita, dovrebbe alzare il costo di beni e servizi.
Inoltre, in parte i tassi dei titoli a lungo termine scendono perché la banca centrale inietta liquidità per comprare quei bond: infatti, molti di coloro che vendono all'istituto poi reinvestono comprando altri titoli sul mercato e la riduzione dei tassi a quel punto si trasmette in molte parti dell'economia. E tassi bassi favoriscono investimenti, occupazione e ripresa delle attività.
Il Qe, inoltre, permette una svalutazione della moneta e quindi aiuta l'export.

4. Negli Usa ha già funzionato bene

Negli Usa il Qe ha funzionato bene, ma non è detto che possa fare altrettanto in Europa e soprattutto in Italia.
Oltreoceano, infatti, le imprese si finanziano per il 27% del credito attraverso le banche e per il resto lo fanno emettendo bond sui mercati. L'aiuto della Fed che ha ridotto i tassi è stato fondamentale.
In Europa, invece, il credito delle aziende arriva per circa il 50% dalle banche e in Italia la percentuale è ancora più alta: il credito in bond si aggira sul 5%.
Per funzionare nell'eurozona, dunque, il Qe dovrebbe essere accompagnato da un taglio delle tasse, ma questo è difficile a causa dei vincoli europei al bilancio.

5. La Bundesbank resta contraria

La Bundesbank, la banca centrale tedesca, s'è detta contraria al Qe. Perché? Berlino, la cancelliera Angela Merkel in testa, teme che la soluzione, riducendo gli spread e i tassi sul debito pubblico, tolga pressione al risanamento e alle riforme dei Paesi più deboli del'area euro.
Inoltre la Germania considera scorretto che la Bce, comprando i bond, assuma su di sé il rischio di subire perdite nel caso in cui gli Stati più fragili finissero in default. Se così accadesse, le perdite sarebbero suddivise tra le banche centrali azioniste dell'Eurotower e tra questi anche la Bundesbank.

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