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CRISI 23 Gennaio Gen 2015 1258 23 gennaio 2015

Istat: deflazione per le famiglie più povere

Prezzi giù per chi ha meno capacità di spesa. Vantaggio che arriva dal calo dei prezzi dell'energia.

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Istat.

Boccata d'aria per le famiglie più povere. Nel quarto trimestre del 2014 per le famiglie con una spesa media mensile più bassa, con tutta probabilità le più povere, l'Istat registra prezzi negativi, quindi in deflazione (-0,2%). Per i nuclei che invece hanno i livelli più elevati di acquisto, i più benestanti, l'indice è risultato positivo (+0,3%).
RALLENTAMENTO SUL 2013. Stesso discorso vale per la media del 2014: per chi mette meno spesso mano al portafoglio l'inflazione è risultata pari a zero, contro un +0,4% per quelle con i livelli di acquisto più elevati, fa sapere sempre l'Istituto di statistica nel report "La misura dell'inflazione per classi di spesa delle famiglie".
Il rallentamento rispetto al 2013 (nel complesso si è passati dal +1,3% al +0,2%) è stato netto e ha toccato tutte le famiglie (divise in cinque fasce), ma la frenata, spiega l'Istat, è stata più marcata per quanti hanno flussi in uscita più esigui (da +1,3% a una variazione nulla), rispetto a coloro con più possibilità economiche (da +1,2% a +0,4%).
IN DISCESA BENI PRIMARI. C'è una motivazione: l'anno scorso la discesa dai prezzi ha interessato soprattutto l'energia, quindi i carburanti, e gli alimentari, capitoli che, sottolinea l'Istat, hanno un'incidenza sul bilancio delle famiglie con minore capacità di spesa «più che doppia» a confronto con quelle che effettuano gli acquisti più massicci.

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