Economia 23 Gennaio Gen 2015 1218 23 gennaio 2015

Jack Ma conquista i potenti di Davos

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Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba. Alibaba, la potente società di e-commerce cinese, è nata cercando una birra. Il nome del suo fondatore Jack Ma, invece, è stato scelto da un'amica di penna del Tennessee stanca di scrivere un nome impronunciabile. E certo non c'è posto al mondo dove i self made man hanno più fascino se non  al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove gli affari e le idee sono di casa. Jack Ma, con un vestito alla coreana scuro dai grandi bottoni neri, conquista così il gotha dell'economia presente nella innevata cittadina svizzera. I NUMERI DA CAPOGIRO DI ALIBABA. Anche perché fornisce dati con troppi zero, che impressionano anche i multimiliardari presenti, quell'1% che secondo una recente ricerca possiede la metà delle ricchezze del mondo. Alibaba, dice, ha ogni giorno 100 milioni (''100 milioni?" gli fa eco con il punto interrogativo il suo intervistatore) di potenziali acquirenti che visitano il suo sito, conta 800 milioni di utilizzatori e 60milioni di transazioni ogni giorno. "La cosa importante per l'e-commerce è la fiducia", dice. E a Davos la conquista sorridendo e raccontando le molte difficoltà e diffidenze ''che ci sono ancora oggi e che dureranno ancora''. LE PORTE CHIUSE IN FACCIA. Dice di essere stato rifiutato 10 volte da Harvard, di aver presentato una domanda per un lavoro con altre 24 persone e che ne sono state assunte 23 ("Io ero quello rimasto fuori"). Lo stesso che è accaduto quando ha cercato di entrare in polizia "ne hanno presi quattro e rifiutato uno. Ero io". Il percorso per arrivare dal piccolo paese di Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang - dove c'è solo una scuola media e il papà era un magro proprietario terriero - alla creazione di un grande gruppo sembra impensabile. ALLA RICERCA DI UNA BIRRA. Tutto parte da una birra. "Il mio primo contatto con Internet - racconta Ma - è stato quando ho iniziato a lavorare in una stanzetta e mi hanno messo davanti un computer. Avevo paura di romperlo. Mi hanno detto, "ma serve solo a cercare. Digita una parola'. Ho scritto birra. Ho visto che si trovavano birre tedesche, statunitensi, giapponesi. Nulla sulla Cina. Ho poi digitato la parola Cina. Non c'era alcun dato". Così la prima idea è stata quella di aprire una pagina e quando il suo collega è arrivato gridando: "Ci sono cinque e-mail", Jack Ma ha risposto: ''Ma cos'è un'e-mail?''. Vero o falso il fondatore di Alibaba incanta così Davos ricordando di essere già venuto in passato e di aver avuto una cattiva impressione. "C'erano tanti manifestanti. Mi hanno detto che protestavano contro la 'vuota globalizzazione. 'Ma la globalizzazione è great!',ho detto. Poi camionette, pistole, controlli. Ma ora sono tornato perché ho molto da dare''. NEL FUTURO IL PROGETTO DI TORNARE AD INSEGNARE. La filosofia la spiega quando dice di non temere il rallentamento della crescita cinese, quando racconta che ha contributo a creare 40 milioni di posti (direttamente o indirettamente) e che punta ad andare avanti: ''rispetto a 15 anni fa, quando Alibaba è nata, siamo grandissimi. Rispetto ai prossimi 15 anni, siamo ancora un bebè'', dice. E aggiunge: ''Mi piace Forrest Gump perche' non si arrende mai''. Sarà difficile fermarlo. Anche se lui, che da giovane ha trovato difficoltà a trovare in Cina chi gli insegnasse l'inglese, ha già scelto quale sarà il suo obiettivo finale: "prima o poi tornerò a insegnare in una scuola".

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