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RICORSI STORICI 26 Gennaio Gen 2015 1859 26 gennaio 2015

Grecia, quando la Germania era debitrice

Nel '53 Atene, nonostante le prime resistenze, diede l'ok al dimezzamento del debito tedesco. Pari a 23 miliardi di dollari. L'accordo stabiliva anche una «clausola di sviluppo». Alla base dell'attuale leadership teutonica nelle esportazioni.

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Konrad Adenauer, ex cancelliere della Germania.

Un taglio del debito greco e una rinegoziazione degli impegni presi con la Commissione europea. Alexis Tsipras ha vinto le elezioni politiche in Grecia promettendo a 11 milioni di cittadini stremati dalla crisi economica di porre fine alle politiche di austerità «imposte dalla Troika».
Ma più che da Bruxelles, è da Londra che il 41enne leader di Syriza intende ripartire per riuscire nei suoi intenti. E più precisamente dal febbraio 1953.
In un intervento pubblicato su Le Monde Diplomatique, due anni fa, l'allora leader dell'opposizione aveva avanzato le sue richieste di «riduzione significativa del valore nominale del debito pubblico cumulato» e di «moratoria sul pagamento degli interessi» facendo ricorso alla storia e, in particolare, richiamando il precedente della conferenza di Londra del 1953, tenutasi all'indomani della Seconda guerra mondiale, che permise alla Germania sconfitta e divisa di ripartire.
SEI MESI DI NEGOZIAZIONI, POI L'OK. Cosa decisero le principali potenze mondiali nella Conferenza che tenne la sua prima seduta plenaria a Lancaster House, Londra, il 28 febbraio 1953 e culminò nel cosiddetto London Debt Agreement?
In sostanza di dimezzare - secondo uno studio del professore di Yale Timothy W. Guinname si trattò di una riduzione di circa il 50% - i debiti che la Repubblica federale tedesca aveva accumulato nel corso delle due guerre mondiali.
Dopo sei mesi di negoziazioni, e nonostante la forte contrarietà di Atene, l'accordo (leggi il testo integrale in italiano) fu siglato da Konrad Hermann Joseph Adenauer, l'allora cancelliere tedesco, e 21 Stati tra cui l'Italia (guidata all'epoca da Alcide De Gasperi), la stessa Grecia, la Francia e l'Inghilterra.

Dopo le guerre mondiali la Germania aveva debiti per 23 miliardi di dollari

Alexis Tsipras e Angela Merkel.

Con le due guerre mondiali la Germania aveva accumulato circa 23 miliardi di dollari di debiti, una cifra pari al 100% del suo Pil, che sarebbe stato impossibile per i tedeschi ripagare per intero.
L'intesa trovata con l'esclusione dei Paesi del blocco orientale consentì alla Repubblica federale di dimezzare i propri debiti - svalutandone il valore nominale – ed estese il tempo necessario a rimborsare il debito rimanente a 30 anni. Non solo.
L'accordo stabiliva anche una «clausola di sviluppo» che consentiva al Paese di destinare al pagamento del debito non più di un ventesimo del suo «reddito da esportazione». Clausola questa che secondo molti osservatori fu alla base del miracolo economico tedesco del secondo dopoguerra e della leadership teutonica nelle esportazioni.
L'ULTIMO VERSAMENTO NEL 2010. Il trattato del '53 inoltre consentiva alla Germania di posticipare una parte dei pagamenti a dopo la riunificazione. Quando questo avvenne, nel 1990, l'allora cancelliere tedesco non rinegoziò le cifre da rendere perchè questo avrebbe significato il default del Paese. La Germania ha comunque pagato parte dei suoi debiti sia a creditori pubblici sia a imprese private. L'ultimo versamento da 69,9 milioni di euro è stato effettuato nel 2010.
Lo stesso, secondo Tsipras, dovrebbe essere fatto oggi con la Grecia e con i Paesi dell'Europa cosiddetta periferica. La sua richiesta di una conferenza europea sul debito ha raccolto alcuni pareri favorevoli, tra cui quello del giornalista irlandese Denis Staunton che ne ha scritto sull'Irish Times.

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