Economia 26 Gennaio Gen 2015 1352 26 gennaio 2015

Le Borse non temono la Grecia

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Piazza Affari I mercati avevano ampiamente previsto il risultato elettorale e il mancato raggiungimento della maggioranza assoluta toglie a Syriza parte del potere contrattuale con l'Europa: questo il primo verdetto delle Borse dopo il voto greco, con tutti i principali listini partiti deboli ma a metà giornata già risaliti attorno alla parità. Anche Atene non crolla: dopo un avvio in calo fino al 5%, il mercato azionario greco ha progressivamente recuperato. Il clima è incerto ma verso il giro di boa della prima seduta post elettorale il calo oscilla tra uno e due punti percentuali. Niente di drammatico e l'accordo già annunciato tra Tsipras e il partito dei Greci Indipendenti (Anel), che permetterà a breve la formazione del nuovo governo, ha facilitato la rimonta. NERVOSISMO PER LA SITUAZIONE GRECA. Sulla Grecia rimane comunque un forte nervosismo: i titoli di Stato ellenici sono in caduta (il rendimento dei decennali già altissimo oltre l'8% sta salendo di 40 punti base) e in Borsa a pagarne lo scotto sono ovviamente le banche: Pireus cede il 10%, Eurobank il 7%, Alpha il 6% e la National Bank of Greece il 5%. In rialzo invece alcuni gruppi industriali come la Public power corporation, il cui titolo cresce del 3%. Il governo guidato da Syriza "sarà meno radicale di quanto i titoli dei giornali suggeriscano", con la situazione che dovrebbe calmarsi "dopo un mese volatile o due", affermano gli analisti di Unicredit che giudicano le mosse della Bce sul quantitative easing in grado di "smorzare il rischio di uno scoppio brusco dello spread in periferia". Infatti sui titoli di Stato di tutti gli altri Paesi europei la situazione è assolutamente tranquilla e le Borse in mattinata hanno guardato soprattutto all'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche, salito in gennaio oltre le attese, segnando un terzo mese consecutivo di crescita. OCCHI PUNTATI SULLA TROIKA In attesa del negoziato tra Atene e la troika Bce-Fmi-Ue, con la Germania che per ora sembra guidare l'atteggiamento europeo, quello che più preoccupa i mercati è invece la situazione russa, 'strangolata' tra crisi ucraina, sanzioni occidentali e crollo del prezzo di tutti i prodotti energetici, con l'ipotesi di un abbassamento dei tassi che sta indebolendo ulteriormente il rublo. I rendimenti sui titoli di Stato russi sono in rialzo di oltre 20 punti base e la Borsa di Mosca perde quasi il 3%.

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