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RETROSCENA 26 Gennaio Gen 2015 1910 26 gennaio 2015

Quantitative easing, il percorso di Draghi tra alleanze e scontri

Bloomberg ricostruisce le tappe dell'operazione, partita a già ad aprile 2014.

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Il governatore della Bce Mario Draghi.

L'annuncio del quantitative easing del 22 gennaio ha una lunga genesi.
Una vera partita a scacchi partita ad aprile 2014, quando per la prima volta Mario Draghi ipotizzò l'acquisto massiccio di titoli.
Il capo della Bce ha tessuto una vera e propria ragnatela di alleanze e, quando queste risultavano impossibili, la sfida all'opposizione.
Secondo Bloomberg ci sono state diverse tappe del confronto tra Draghi, i colleghi e i leader europei.
PRIMA MOSSA AD AMSTERDAM. Ad Amsterdam, nella primavera 2014, Draghi ha delineato tre contingenze fra cui «un peggioramento delle prospettive d'inflazione di medio termine» cui rispondere con acquisti di titoli massicci.
Quella contingenza si verificherà in poco tempo, con il Pil dell'Eurozona che si arresta e il greggio che fa crollare i prezzi petroliferi.
Draghi, ad agosto, ha fatto il suo primo affondo al simposio mondiale delle banche centrali nel Wyoming, muovendosi all'insaputa del consiglio Bce: parlando di aspettative inflazionistiche in caduta «su tutti gli orizzonti» temporali.
IMPORTANTE IL CONSIGLIO A NAPOLI. Il 4 settembre, assieme al piano di acquisti di Abs e covered bond, Draghi si spinse oltre quanto concordato e disse che la Bce puntava a spingere il bilancio verso i livelli d'inizio 2012, un'espansione da mille miliardi.
E a ottobre a Napoli, in un consiglio direttivo descritto come particolarmente caotico, ha ridimensionato le aspettative per venire incontro alla crescente opposizione interna.
Già da settembre, a Washington, era salita la la temperatura del confronto con Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank che capeggiava l'opposizione al Qe, secondo cui il target di bilancio era informale.
Ma a dicembre si è consultato con Lawrence Summers, ex segretario del Tesoro Usa, e Markus Brunnermeier, economista a Princeton, che volarono a Francoforte.
IL 14 GENNAIO INCONTRO CON MERKEL. A inizio gennaio 2015, lo staff della Bce ha preparato un modello di Qe da 500 miliardi. Draghi ha evitato di mettere la Germania al margine.
Il 14 gennaio il parere positivo della Corte Ue ha spianato la strada all'operazione.
Lo stesso giorno Draghi ha incontrato la Merkel a Berlino, delineando, per bypassare le obiezioni della Bundesbank, un Qe temperato che lascia gran parte dei rischi a livello nazionale.
Alla vigilia del consiglio di giovedì 22 gennaio, alcuni governatori sarebbero infuriati per non aver ricevuto dettagli sulla proposta di Qe, che arriverà in un documento di 33 pagine discusso fino all'ultimo minuto.

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