Economia 27 Gennaio Gen 2015 1010 27 gennaio 2015

UnipolSai chiude ai soci risparmio

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Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol UnipolSai chiude le porte agli azionisti di risparmio A che chiedono migliori condizioni per approvare la conversione in azioni ordinarie dei loro titoli.«Se rimangono le azioni A per noi non cambia assolutamente nulla, al massimo faremo un'assemblea in più" mentre "se non viene deliberata la conversione" i soci di risparmio "resteranno con le loro azioni poco liquide in mano", ha avvertito l'amministratore delegato di UnipolSai, Carlo Cimbri, dopo che l'assemblea degli azionisti ordinari ha approvato il progetto di conversione. ATTESA PER LE AZIONI RISPARMIO A. Martedì 27 gennaio tocca alle assise dei soci di risparmio A e B votare sul progetto con cui UnipolSai vuole semplificare la struttura del suo capitale, composto da tre diverse categorie di azioni. Mentre per le risparmio B il via libera è scontato (Unipol controlla l'assemblea) per le azioni A l'esito è più aperto. Dario Trevisan, rappresentante comune degli azionisti di risparmio, ha suggerito ai soci, riuniti per un'informativa, di votare la conversione e al contempo proseguire le azioni legali che dal 2013 contrappongono la categoria a UnipolSai (a cui contestano una menomazione dei loro diritti al dividendo) e che sono anche all'origine delle frizioni sulla conversione e il suo rapporto, fissato in 100 azioni ordinarie per ogni risparmio contro una richiesta di 117 azioni. Se la proposta passerà, sarà 'obtorto collo', solo per evitare il confinamento in una 'riserva indiana' poco liquida, visto che UnipolSai ha respinto tutte le richieste di Trevisan, dall'attribuzione di un warrant che garantisca ai soci il risarcimento del danno in caso di vittoria in Tribunale all'innalzamento del tetto all'esercizio del diritto di recesso (30 milioni di euro), che se dovesse essere sfondato farà saltare la conversione. Aggiustamenti sulla soglia di recesso saranno possibili solo per valori "marginali", ha detto inflessibile Cimbri. APERTURA SUL VOTO PLURIMO. A margine dell'assemblea il manager ha invece aperto sul voto plurimo: "sicuramente lo valuteremo" e se "sarà di interesse faremo ai soci qualche proposta" ma solo dopo che anche la controllante Ugf, a fine febbraio, avrà convertito le privilegio in ordinarie, così da avere "un quadro stabile della composizione azionaria" alla luce del quale "valutare le novità normative". CORRIERE DELLA SERA? PIU' COMPLESSO DEL COLLE. Il voto plurimo potrebbe servire a rafforzare ancora di più la presa delle Coop azioniste, che stanno studiando la sostituzione di Finsoe, holding di controllo di Ugf, con un patto di sindacato. Cimbri, che ha confermato l'intenzione di restare a.d di Ugf e di passare la guida di UnipolSai a un manager "interno" (l'Ivass gli ha chiesto di rinunciare a uno dei due ruoli), si è concesso una battuta sulla ricerca del direttore del Corriere della Sera che succederà a Ferruccio de Bortoli, in 'scadenza' in primavera. "E' più semplice" individuare il Presidente della Repubblica ha scherzato ricordando che la nomina toccherà al nuovo cda di Rcs. "Penso che nel prossimo mese e mezzo - ha aggiunto - si diraderanno un po' le nebbie".

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