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PROGRAMMA 28 Gennaio Gen 2015 1953 28 gennaio 2015

Grecia, Tsipras blocca le privatizzazioni

Avanti anche su salario e reintegri. Atene: «Trattiamo con l'Ue sul debito».

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Il leader di Syriza, Alexis Tsipras.

Fin dal primo giorno di governo, Alexis Tsipras ha voluto imprimere un drastico cambio di rotta economica alla Grecia. Nel Consiglio dei ministri del 28 gennaio, il neo-premier ha annunciato lo stop a due privatizzazioni chiave del programma dettato dalla Troika (quella del porto del Pireo e della società elettrica Dei) nonché l'aumento del salario minimo e le riassunzioni nel settore pubblico.
MANO TESA ALL'UE. Tsipras ha teso la mano alla Ue esprimendo il desiderio di trovare un'intesa sul tema esplosivo del debito ellenico. «Non andremo a una rottura distruttiva per entrambi sul debito: il governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura per il taglio del debito. Non provocheremo alcuna catastrofe, ma nemmeno porteremo avanti la politica della sottomissione». Il leader di Syriza ha ribadito che il suo esecutivo è pronto a «discutere con tutti», a partire da Martin Schulz (presidente dell'Europarlamento) e Jeroen Dijsselbloem (presidente Eurogruppo).
BRUXELLES: NIENTE SCORCIATOIE. Ma la Commissione Ue «non cambia linea» sulla Grecia, e dopo le elezioni «restano gli stessi impegni presi dal governo verso i cittadini Ue, che vanno rispettati», ha avvertito il vicepresidente Jyrki Katainen. Per risolvere i problemi della Grecia «non ci sono scorciatoie, dobbiamo proseguire su un percorso sostenibile».
Intanto, mentre la Borsa di Atene segna un terzo giorno di calo, il programma del governo greco è partito con una raffica di annunci di riforme 'immediate'.
CANCELLATI I LICENZIAMENTI NEL PUBBLICO. Il ministro del Lavoro Panos Skourletis ha assicurato che «il ripristino del salario minimo a 751 euro (ora è 450 lordi) è tra primi progetti di legge del governo». Mentre il viceministro per la riforma della Pubblica amministrazione Giorgos Katrougalos ha annunciato che i licenziamenti nel settore pubblico «contrari alla Costituzione» verranno cancellati: tra loro quelli delle ormai 'celebri' donne delle pulizie che da un anno e mezzo stazionano davanti al ministero delle Finanze, insegnanti e addetti alla sicurezza delle scuole. Inoltre, ha promesso il viceministro per le Politiche della migrazione Tasia Christodoulopoulou, verrà data la cittadinanza greca a tutti i figli di migranti nati o cresciuti in Grecia, «anche quelli arrivati molto giovani ma che hanno fatto le scuole qui». Un annuncio, questo, che sarà sgradito agli alleati di governo dell'Anel, notoriamente anti-immigrazione.
STOP ALLE PRIVATIZZAZIONI. Ma l'annuncio economico più rilevante è quello che riguarda lo stop alle privatizzazioni. Il viceministro della Marina Thodoris Dritsas ha spiegato: «Noi non vogliamo vendere la quota di maggioranza dell'Autorità portuale del Pireo (Ppa). L'accordo con Cosco (l'azienda cinese che già gestisce metà del porto) sarà rivisto per il bene del popolo greco». Si tratta di uno dei passaggi chiave del programma di dismissione di beni statali concordato con la Troika. Poi le società elettriche (un settore in cui c'era l'interesse dell'italiana Terna): «Il governo ha deciso di bloccare la privatizzazione della Dei e della Admie», responsabile delle reti elettriche, ha reso noto il ministro per le attività produttive Panagiotis Lafazanis. E infine, stop anche alla vendita di 14 aeroporti regionali. Sempre nel segno della discontinuità, Atene ha detto addio a un odiato simbolo di questi anni di contestazione: sono state rimosse le barriere messe nel 2012 a protezione del parlamento.

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