Economia 29 Gennaio Gen 2015 1201 29 gennaio 2015

Rating della legalità, è boom di richieste

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Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità Antitrust. Boom di richieste all'Antitrust per ottenere il rating di legalità. Sono infatti più che raddoppiate nel 2014 le domande per avere il giudizio utile alla concessione dei finanziamenti pubblici e all'accesso al credito. E' quanto rende noto l'Authority, spiegando che nel 2013 le richieste furono 142, salite a 402 nel 2014. «Il trend - dice il presidente, Giovanni Pitruzzella - conferma la validità e l'efficacia di un meccanismo premiale in funzione della trasparenza e della libera concorrenza". Il rating della legalità, spiega Pitruzzella, «insieme alla repressione e alla punizione dei reati, è il miglior antidoto contro quella tassa occulta che è rappresentata dalla corruzione». Approvato dal Parlamento alla fine del 2012, il rating di legalità è lo strumento con cui l'Agcm attribuisce un punteggio, da una a tre 'stellette', alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro annui e rispettano una serie di requisiti giuridici e 'qualitativi'. COME OTTENERE IL RICONOSCIMENTO. Per ottenere una 'stelletta', il titolare dell'azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali per i reati di illecito amministrativo e per i principali delitti contro la P.A nonché per reati tributari. E non deve essere iniziata l'azione penale per reati di stampo mafioso. L'impresa non deve aver commesso illeciti amministrativi e non deve essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti Antitrust e in materia di tutela del consumatore. L'impresa inoltre deve effettuare pagamenti oltre i mille euro solo con strumenti tracciabili. Per un punteggio più alto, il Regolamento indica altri sei requisiti: due 'stellette' se ne vengono rispettati la metà, tre se vengono rispettati tutti. Dall'entrata in vigore del Regolamento sono stati attribuiti 271 Rating, il 50% delle richieste, contro 12 dinieghi. LE AZIENDE ESCLUSE. Le richieste considerate non valutabili, perché il fatturato delle aziende non raggiungeva la soglia minima, sono 64 mentre sono 173 quelle in corso d'esame. Per la maggioranza, le richieste provengono dal Nord (43,3%), rispetto al 22% del Centro e al 31,7% del Mezzogiorno (Sud e Isole). Circa l'80% delle imprese che hanno richiesto il Rating ha un fatturato tra i 2 e i 50 milioni di euro. Sono meno del 3% invece quelle che hanno un volume d'affari superiore ai 300 milioni. Il 78% ha meno di 100 addetti, contro un 3% che ne occupa più di 1.000. Circa il 25% delle imprese richiedenti opera in settori notoriamente "sensibili", come l'edilizia, le costruzioni, il trasporto merci e persone, lo smaltimento dei rifiuti. La quota maggiore è costituita da Società a responsabilità limitata (55,19%), seguite dalle Spa (31,39).

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