Stipendi Lavoratori 150129104734
CRISI 29 Gennaio Gen 2015 1000 29 gennaio 2015

Stipendi medi +1,3% nel 2014: crescita minima dal 1982

L'analisi Istat: aumento più basso dall'inizio delle serie storiche. Ma Renzi: «Timidi segnali di ripresa».

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Secondo i dati Istat nel 2014 nel settore delle telecomunicazioni (3,5%) e della lavorazione della gomma o della plastica (2,9%) gli stipendi hanno registrato aumenti significativamente più alti della media.

Era dal 1982 che l'aumento medio degli stipendi non cresceva a una ritmo tanto basso. Secondo quanto rilevato dall'Istat le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2014 sono infatti salite solo dell'1,3%, appunto la variazione più bassa da oltre 20 anni, dall'anno d'inizio delle serie storiche.
Di anno in anno in realtà l'Istituto di statistica non fa che aggiornare il minimo storico (nel 2013 la crescita media era stata pari all'1,4%). Il nuovo minimo riporta gli stipendi indietro di almeno 32 anni, il tempo di una generazione.
AUMENTI BLOCCATI NEI CONTRATTI PA. Sul dato pesa il comparto della Pubblica Amministrazione, dove i contratti sono bloccati dal 2010 e lo saranno anche per tutto il 2015.
L'unico conforto arriva dai prezzi, che sono saliti ancora meno delle retribuzioni (+0,2% nel 2014), con ripercussioni positive sul potere d'acquisto. Tuttavia si tratta di un gioco al ribasso, dove la capacità di spesa aumenta esclusivamente grazie a un'inflazione praticamente piatta.
CRESCITA VICINA ALLO ZERO IN EDILIZIA E TRASPORTI. Analizzando i singoli comparti, l'Istituto di statistica ha rilavato «aumenti significativamente superiori alla media» per le retribuzioni di chi lavora nei settori delle telecomunicazioni (3,5%), della lavorazione della gomma o della plastica (2,9%), mentre crescite vicine allo zero si riscontrano nell'edilizia (0,5%) e nei trasporti (0,6%). Nulla si muove invece per il pubblico impiego. Guardando solo a dicembre, i salari risultano fermi su base mensile, mentre salgono appena dell'1,1% in termini tendenziali. A dicembre si allunga anche l'attesa media per vedersi rinnovare il contratto, i lavoratori a cui è scaduto devono aspettare, prima di vederselo 'aggiornato', 37,3 mesi, ovvero oltre tre anni (32,2 a dicembre del 2013).
I contratti di lavoro in attesa di rinnovo, ha aggiutno nella sua analisi l'Istituto di statistica, a dicembre sono 37, di cui ben 15 relativi alla Pubblica Amministrazione, per un totale di circa 7,1 milioni di dipendenti (2,9 milioni solo nel pubblico impiego). Quanti lavorano in base a un contratto scaduto sono quindi la maggioranza, il 55,5%.
MEF: «RIPRESA DIFFUSA NELLE FAMIGLIE». Commentando i dati il Mef ha messo in luce «una ripresa che sembra diffusa in tutte le aree del Paese».
I dati «hanno indicato un incremento del reddito a disposizione delle famiglie, non ancora trasformato in consumi. Ciò che è sembrato mancare a fine 2014 è proprio la scintilla di fiducia che trasforma il reddito disponibile in consumi».
RENZI: «TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA». Anche sulla scorta delle previsioni ottimistiche stilate invece da Confindustria, il premier Matteo Renzi ha invitato all'ottimismo sulla crescita sottolineando i timidi segnali di ripresa dell'economia italiana.

CRESCE L'OTTIMISO DEI CONSUMATORI E FIDUCIA IMPRESE AL TOP DAL 2011. L'ottimismo del premier per l'Istituto di statistica è condiviso dai consumatori italiani, il cui dato a gennaio 2015è rilevato ai massimi da 6 mesi. L'indice di fiducia dei consumatori ha superato la soglia cento (a 104,0 da 99,9). Ma ancora meglio va per le imprese (a 91,6 da 87,6), che nel complesso segnano il livello più alto da settembre 2011 (grazie alla spinta del settore relativo ai servizi).

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