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RECESSIONE 30 Gennaio Gen 2015 1137 30 gennaio 2015

Euro, quattro italiani su 10 vogliono uscirne

Il 45,4% pronto a lasciare il Paese. Il 47% non arriva a fine mese con le proprie entrate.

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Decine di monete da un euro.

Quattro italiani su 10 (40,1%) pensano che sarebbe meglio uscire dall'euro: lo ha evidenziato il Rapporto Eurispes 2015, segnalando che a inizio 2014 la quota di delusi dalla moneta unica si attestava al 25,7%. Il 55,5% degli euroscettici è convinto che l'Italia debba uscire dall'euro perché sarebbe la moneta unica il motivo principale dell'indebolimento della nostra economia.
VANTAGGIO PER I PAESI PIÙ RICCHI. Inoltre, a parere di un altro ampio schieramento di nostri connazionali (22,7%), l'euro avrebbe avvantaggiato soltanto i Paesi più ricchi. I meno convinti sulla moneta unica sono soprattutto i lavoratori atipici (47,5%), vale a dire, segnala l'Eurispes, «quelle categorie più indebolite dalla crisi economica e dall'instabilità del mercato del lavoro». Gli occupati con contratto a tempo determinato si dividono invece in due fasce quantitativamente simili, con un 47,4% di favorevoli e un 42,1% di contrari.
Preoccupante anche il dato sugli italiani che si trasferirebbero all'estero se ci fossero le condizioni (il 45,4%). La percentuale è cresciuta di quasi otto punti dal 2006, soprattutto a causa della crisi economica e delle difficoltà per chi cerca lavoro in Italia.
«CONDIZIONI DI VITA PIÙ DIFFICILI». «I dati appaiono come una conferma del fatto che oggi le condizioni di vita nel nostro Paese sono più difficili che in passato per molti cittadini al punto da indurre una parte di loro a valutare l'opportunità di trasferirsi».
Il 47% degli italiani, infatti, non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate, un dato in aumento di 16,4 punti rispetto al 2014. Solo il 44,2% degli intervistati riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà.
Aumentano anche le rateizzazioni per far fronte a spese mediche. Secondo l'Eurispes, nel 2014 il 46,7% degli intervistati ricorre alle rate per pagare cure mediche, si tratta di un incremento di 24,3 punti percentuali rispetto al 2013.
RISPARMI SU REGALI. PASTI FUORI CASA E VIAGGI. Si pagano a rate anche automobili (62,4%), elettrodomestici (60,4%), computer e telefonini (50,3%).
Ancora in calo il potere d'acquisto, diminuito nettamente nell'ultimo anno per sette italiani su dieci (71,5%), un dato in linea con quanto rilevato nel 2014 (70%). Dall'inchieste emerge che l'82,1% dei cittadini ha ridotto le risorse per i regali, l'80,8% ha tagliato sui pasti fuori casa, il 74,7% ha tagliato le spese per viaggi e vacanze, l'80,1% ha ridotto quelle per articoli tecnologici (+8,5%).

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