Economia 31 Gennaio Gen 2015 1000 31 gennaio 2015

Impresa, il decalogo del successo

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A vent’anni è il momento di rimboccarsi le maniche e darsi da fare per conquistare il proprio posto nel mondo: gli errori sono inevitabili, ma preziosi per imparare e andare avanti con maggiore esperienza e saggezza. È una tappa fondamentale per crescere professionalmente e far crescere, di pari passo, il proprio business: ecco le dieci regole che imprenditori di successo hanno imparato dai loro errori di gioventù. 1. OGNI LIMITAZIONE ALLA CRESCITA E' AUTOIMPOSTA. Mark Cuban, azionista di "Shark Tank” e proprietario dei Dallas Mavericks, ne è convinto: tra i venti e i trent’anni, ha raccontato, ha sviluppato la fiducia in se stesso che gli ha reso possibile essere quello che è oggi, ha smesso di inventarsi scuse e ha iniziato ad andare a lavoro con la curiosità di imparare tutto quello che poteva da ogni nuova tecnologia  che usciva sul mercato.

Mark Cuban 2. NON ESSERE APPROSSIMATIVO. Neil Blumenthal and Dave Gilboa, sono i fondatori di Warby Parker, una catena di rivenditori di occhiali a prezzi accessibili nata nel 2010 e che lo scorso giugno ha venduto il suo milionesimo paio. Oggi il loro business è in espansione. Blumenthal e Gilboa  sono convinti che il merito del successo della loro società è che hanno imparato che ogni decisione è davvero importante. «Non importa quello che stai facendo, dovresti sempre cercare di fare del tuo meglio, soprattutto all’inizio della tua carriera. Non importa quale sia il tuo compito: cerca sempre l’eccellenza».

Jessie Goldenberg 3. A VOLTE RISCHIARE GROSSO CONVIENE Jessie Goldenberg, fondatorice di Nomad, si è laureata alla New York University e ha ottenuto un lavoro alla Cbs. Sembrava che la sua strada fosse spianata, ma lei aveva il sogno di aprire una propria boutique di moda. Non avendo i fondi necessari né la possibilità di ottenere un mutuo, ha iniziato a raccogliere soldi per il suo camion, un vero e proprio “negozio mobile” che ha chiamato Nomad, arrivato nelle strade di New York nel 2013. A fine anno era già un successo. «Una cosa che ho imparato è che i 20 anni servono a rischiare - ha raccontato - sono la prova vivente che è possibile “vivere il proprio sogno” e avere successo. Senza una famiglia da mantenere e dipendenti da pagare, i vent’anni sono proprio il periodo giusto per seguire le proprie passioni».

Contently Shane 4. UNA BUONA LAUREA E  IL TALENTO NATURALE NON TI GARANTISCONO IL SUCCESSO. Sylvie di Giusto, fondatrice della Executive Image Consulting, ha lavorato nelle risorse umane per più di 20 anni prima di avviare la sua società. Ha lavorato per compagnie come McKinsey e BMW e aiutato parecchi manager ad apparire al meglio. Ma è umile riguardo i suoi inizi. «Ho passato i mie vent’anni in azienda, e me li ricordo per le notti e i weekend di lavoro. Dolore, sudore, stanchezza, insieme alla perseveranza, alla diligenza e a un’enorme quantità di energia e impegno sono ciò che hanno caratterizzato la mia carriera. Ho capito che non ci sono scorciatoie: il successo non arriva, semplicemente, da solo. Mai».

Mona Bijoor 5. NON ESSERE CONVENZIONALE SE VUOI ESSERE ECCEZIONALE. Shane Snow, autore e fondatore di Contently, una piattaforma che connette scrittori freelance con grandi aziende come Coca Cola e General Motors, ha passato i suoi vent’anni a costruire un modello di business e lavorare con altri imprenditori, e ha notato che «fare le cose nel modo in cui sono sempre state fatte significa cercare la mediocrità. I migliori imprenditori, lavoratori, i migliori artisti, e in generale le migliori persone ignorano le convenzioni e cercano strade più efficaci, più intelligenti». 6. NULLA SOSTITUISCE IL DURO LAVORO. Nel 2010 Mona Bijoor ha avviato la sua “Joor”, un mercatino online globale per i rivenditori di moda. La sede principale è a New York, ma ha uffici anche a Los Angeles e Milano. Dopo aver preso un MBA nel 2005, Bijoor iniziò a lavorare come consulente prima di spostarsi nella moda. «L’etica del lavoro è sottovalutata oggi», ha spiegato osservando il cambiamento nella cultura globale, oggi incentrata sul dare la priorità alla salute e al benessere ed evitando turni massacranti ed esigui giorni di riposo, «Ma guardando indietro, mi ha dato la marcia in più in un sacco di situazioni ed è stata la formazione di cui avevo bisogno per avviare una società».

Ari Weinzweig 7. CREARE UN BUSINESS RICHIEDE RESISTENZA. Ari Weinzweig è Ceo e cofondatore di Zingerman’s Deli, una delle nove imprese del gruppo Zingerman, sottolinea la loro filosofia di gestione unica che enfatizza il processo decisionale collettivo a per far crescere continuamente la loro azienda, che l’anno scorso ha registrato 50 milioni di dollari di entrate. Weinzweig ha scritto tre libri sulla guida e la filosofia aziendale, ma dice il principale insegnamento dei suoi vent’anni è che la costruzione di un business di successo richiede determinazione incrollabile. «Resilienza, collaborazione, la volontà di mantenere la rotta, resistenza fisica ed emotiva, ed energia positiva sono tutti aspetti fondamentali», assicura.

John Levy 8. LE RELAZIONI SONO FONDAMENTALI.  John Levy è un consulente di marketing, ma è famoso soprattutto per essere il fondatore di  Influencers, un network avviato nel 2009 che ora conta 400 membri. Due volte al mese, invita personalità di rilievo - dagli atleti olimpionici a premi Nobel - nel suo appartamento di New York per condividere cena e presentazioni. Ha osservato una crescita nella sua vita privata e nella sua carriera via via che si circondava di persone interessanti di diversi campi, realizzando così l’importanza di avere una forte rete relazionale. «Le persone di cui ti circondi hanno un impatto diretto sul tuo successo o il tuo fallimento. Condizionano tutto, da quanto ti alleni a come ti vesti a quanto guadagni. Perciò, se vuoi vivere una vita piena di gioia e successi, devi essere capace di costruire relazioni con persone che rispetti, e lasciare andare quelle che hanno un impatto negativo».

Kristina Roth 9. ESSERE PAZIENTI. Kristina Roth ha fondato la Matisia Consultants a Seattle nel 2006. L’anno scorso la sua società ha prodotto utili per oltre 60 milioni e lavorato con numerose compagnie tra le top 100 di Forbes, Recentemente ha aperto uffici a Seattle e sta pianificando di espandersi anche a San Francisco. Roth ha raccontato che quando era giovane credeva di dover raggiungere tutti i suoi obiettivi il prima possibile, assumendo un atteggiamento ansioso che finiva per essere controproducente.  «Tra i venti e i trent’anni ho imparato il concetto di rimandare la gratificazione e che devi prestare attenzione alle decisioni che segnano una svolta nella tua vita, e che potranno cambiarla in un senso o nell’altro».

Beth Doane 10. ASSUMI PERSONE PIU' IN GAMBA DI TE. Beth Doane, ha creato Raintees,  una linea di abbigliamento che pianta un albero nella foresta pluviale per ogni maglietta acquistata e dona a una scuola il necessario per ogni bambino per ciascuna borsa. Oggi la società lavora con organizzazioni no profit in più di 20 paesi. Doane ha imparato nei suoi vent’anni che i migliori imprenditori mettono da parte l’orgoglio e la tendenza a controllare tutto e costruiscono grandi team. «Se vuoi davvero raggiungere il massimo del tuo potenziale devi costantemente circondarti di persone che ti stimolino, che sono forti dove tu sei debole, e lavorino quanto o più di te», ha detto.

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