Economia 2 Febbraio Feb 2015 1010 02 febbraio 2015

Effetto Sergio Mattarella sui mercati

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Sergio Mattarella
La riapertura dei mercati non avrà ripercussioni particolari per la rapidità dell'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica (un "passaggio indenne" dal punto di vista finanziario), ma le modalità politiche potrebbero portare a conseguenze sul processo delle riforme. E questo sì che avrebbe degli impatti, anche se su questo punto gli analisti sono divisi: per qualcuno il premier, Matteo Renzi, ora ha più forza, per altri il rischio di dover contare in Parlamento più sulla minoranza Pd che su Forza Italia potrebbe causare un rallentamento non gradito. «Il passaggio del voto per il Quirinale è stato indenne", rispetto ai rischi di una lunga impasse, Vincenzo Longo, analista di Ig markets. «Oltre 600 voti sono molto più di quanto ci si aspettava e il sostegno, anche se non unanime, del Nuovo centro destra al candidato del Pd rafforza l'esecutivo. L'impatto sul mercato a breve è pressoché zero, ma la figura di Mattarella è considerata autorevole", conclude Longo, secondo il quale «ora sarà interessante vedere se il Governo Renzi potrà accelerare nel percorso delle riforme". IL NODO DELLE RIFORME. Le riforme sono il nodo cruciale. A partire da quella del lavoro e delle banche popolari, con a seguire le possibili dismissioni di quote di grandi gruppi quotati, sono infatti le mosse più attese dal mondo finanziario. «Questo passaggio sul Quirinale è chiaramente un grande rafforzamento della posizione di Renzi, che pare avere buon feeling con mercati. E il fatto che la vicenda sia andata così liscia - aggiunge un analista di una banca italiana di medie dimensioni con focalizzazione sul trading - è per l'Italia il secondo elemento positivo sul piano politico dopo la vittoria di Syriza". Perché? «La salita di Tsipras alla guida del governo di Atene riapre per forza trattative sul debito a livello europeo e un Paese fortemente indebitato come il nostro potrebbe sfruttare l'occasione", risponde l'analista. «Sulla stabilità del Governo non vediamo alcun impatto perché tutti i partiti che sostengono l'esecutivo alla fine hanno appoggiato il candidato del premier", spiega Loredana Federico, economista di Unicredit. «Sul processo di riforme è invece più difficile prevedere un eventuale impatto del disappunto di Forza Italia sul metodo scelto per condurre l'elezione: la nostra idea è che Renzi riuscirà a mantenere viva una maggioranza ampia, che includa anche Forza Italia, a sostegno delle riforme istituzionali, perché è anche nell'interesse" del partito fondato da Berlusconi «partecipare al processo di riforme che promuoverà stabilità politica e governabilità per il Paese". «I tempi potrebbero un po' dilatarsi, ma nulla di cui i mercati dovrebbero preoccuparsi", conclude Federico. I dubbi di molti sono sul fatto che se il Pd si dovrà muovere unitariamente anche sulle riforme, a partire da quella elettorale e forse del lavoro, allora la minoranza del partito potrebbe voler rivedere qualcosa. E tempi lunghi e incertezze ai mercati non piacciono.

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